Belluno, 14 luglio 2026 – Nasce L’AltraItalia, un progetto editoriale che promette di portare una ventata di freschezza nel panorama della carta stampata. Fortemente voluto da Stefania Mafalda, direttrice responsabile, con Chiara Vannini nel ruolo di caporedattrice, la rivista si propone come uno strumento di informazione unico, capace di unire attualità, costume, lifestyle e una narrazione del Belpaese che va oltre le rotte consuete. La nuova rivista è stata presentata stamane alla stampa all’Astor di Belluno.
Distribuita inizialmente attraverso canali privilegiati – dai contesti alberghieri alle rassegne di prestigio, fino alle biblioteche nazionali di Belluno, Firenze, Roma e Milano – L’AltraItalia punta su un’estetica curata e una qualità editoriale che non lascia nulla al caso. La scelta della carta lucida non è solo un fatto estetico, ma un manifesto di intenti: dare visibilità e importanza ai contenuti, in un’epoca in cui la velocità del digitale rischia spesso di appiattire la qualità del racconto.
Il cuore pulsante de L’AltraItalia è il rapporto diretto con i suoi protagonisti. Come sottolineato dalla sua fondatrice Stefania Mafalda, la testata si propone di essere una piattaforma di ascolto e valorizzazione di piccole e grandi realtà, imprenditoriali e umane, che contribuiscono al tessuto vitale del nostro Paese. In linea con questo spirito, la rivista dedica una parte significativa dello spazio redazionale alle interviste, che costituiranno circa l’85% dei contenuti.
L’AltraItalia si articola attraverso una pluralità di rubriche che spaziano dai Social Trends ed Enogastronomia (nella sezione L’Altro Gusto), fino al Benessere — che abbraccia non solo l’estetica, ma anche la psicologia. Non mancano i Consigli di lettura, la sezione dedicata ai Viaggi — per raccontare non solo le mete turistiche, ma anche i trend del settore — e la parte Lifestyle che indaga cinema, musica e tendenze culturali. Si occuperà altresì di attualità e cronaca. La rivista non si sottrae a un’analisi attenta dei fatti, cercando sempre di trovare messaggi positivi e chiavi di lettura diverse, anche nelle vicende più complesse. Oltre a mantenere il legame col territorio. La redazione infatti vanta un legame speciale con la realtà bellunese, sottolineando l’importanza di radici forti come presupposto per una visione editoriale aperta al mondo.
Il progetto di L’AltraItalia è ambizioso e, come suggerisce la redazione, è in continua evoluzione. “Lasciamo una porta aperta”, afferma Mafalda, riflettendo sulla volontà di adattarsi ai cambiamenti e di continuare a intercettare le storie più autentiche dell’Italia contemporanea. L’invito è quello di seguire la rivista nei suoi prossimi appuntamenti, con l’obiettivo chiaro di continuare a promuovere un’editoria di qualità, coraggiosa e, soprattutto, diversa.
“L’AltraItalia” dunque, non è solo una rivista, è una missione. Un progetto nato dalla determinazione di Stefania Mafalda, che ne è l’anima.
La veste grafica della rivista, curata dall’artista Fabio Vettori, è un vero e proprio manifesto. La scelta di Vettori, noto per le sue celebri formiche, non è casuale: le sue opere rappresentano la società con una prospettiva sempre positiva e propositiva. La copertina del primo numero – che celebra il tema della cooperazione con un’immagine della Torre di Babele costruita proprio dalle operose formiche – è una dichiarazione d’intenti: L’AltraItalia intende guardare verso l’alto, un messaggio di speranza e costruzione. Il primo numero ospita gli scatti di Luca Zanfron, l’intervista a Federico Stragà e la cronaca del Dolomiti Fantasy di Borgo Valbelluna.
Il progetto, pur essendo ora una realtà editoriale cartacea su carta lucida, affonda le sue radici 12 anni fa, quando nacque la testata giornalistica online – la prima nel suo genere a occuparsi di buone notizie – iscritta al Tribunale di Belluno. Dopo anni di attività, a tratti rallentata dai numerosi impegni professionali di Stefania Mafalda, il progetto è rinato con forza grazie all’appello fatto dalla direttrice alle persone che hanno sempre sostenuto questa visione, tra i quali spicca Alessandro De Faveri, titolare dell’agenzia Nodopiano, che ha contribuito al rilancio della testata.
Come spiega Chiara Vannini, L’AltraItalia non vuole limitarsi alla mera cronaca. La testata si propone come uno strumento di approfondimento culturale e di lifestyle, dove la notizia è il risultato di un percorso di riflessione. Le rubriche sono pensate per offrire spunti costruttivi, e la sezione dedicata ai Consigli di lettura, curata in collaborazione con l’ufficio stampa del Salone del Libro di Torino, è un esempio di questa volontà di offrire ai lettori contenuti di qualità, capaci di trasmettere valori positivi.
La rivista è pensata per dialogare con un pubblico ampio, inclusi i giovani. Ecco perché L’AltraItalia non è un monolite cartaceo, ma un ecosistema che vive su più canali:
Sito Web: Rilanciato con una grafica pop e un restyling curato, punto di riferimento per l’informazione quotidiana.
Social Network: Una presenza dinamica su Instagram e Facebook, con l’imminente lancio di un canale YouTube dedicato alle “storie del buon Paese” condotto da Chiara Vannini.
Podcast: Contenuti audio disponibili su Spotify per chi preferisce un ascolto approfondito e tematico.
Un esempio emblematico di questo approccio è l’intervista al web streamer Fabrizio Cellupica, che in L’AltraItalia ha potuto raccontare la sua professione, offrendo una panoramica autentica e fuori dai cliché sul mondo della comunicazione digitale del vino.
Nonostante il coinvolgimento di figure come Oscar Farinetti – da sempre sostenitore della rubrica delle “cose buone” che sarà presente anche nel magazine – il motore di L’AltraItalia non è commerciale. “Siamo stati presi per pazzi”, confessa Stefania Mafalda, ma la passione ha prevalso. Il progetto è autofinanziato e mira a creare una community di lettori che abbiano voglia di trovare “il buono” anche nei momenti complessi della nostra quotidianità.
Il futuro della rivista punta alla creazione di appuntamenti dal vivo nelle piazze e nei teatri, dove affrontare temi complessi con il supporto di esperti e del pubblico. L’AltraItalia si prepara così a scrivere una nuova pagina del giornalismo italiano, invitando i propri lettori a non limitarsi alla superficie, ma a scoprire le tante storie di eccellenza e bellezza che rendono l’Italia un Paese unico.
In bocca al lupo alle colleghe e ai colleghi
(rdn)



