Belluno, 11/07/2026 – Il gruppo consiliare di opposizione “Insieme per Belluno Bene Comune” lancia l’affondo all’amministrazione comunale di Belluno, puntando i riflettori su quella che definisce una paralisi totale nella gestione della mobilità urbana. Al centro delle critiche, la mancata attuazione del PUMS (Piano Urbano della Mobilità Sostenibile) e del PGTU (Piano Generale del Traffico Urbano), strumenti fondamentali che, secondo i consiglieri, giacciono dimenticati in un cassetto.
L’opposizione parte da una riflessione amara: dopo le polemiche legate al radicale taglio degli alberi in città – definito dal gruppo come una sorta di “ossessione” nel voler liberare spazi eliminando il preesistente – la questione si sposta sul piano della sostenibilità ecologica e viabilistica. Se il volto della città cambia sotto i colpi di motoseghe e nuove visioni paesaggistiche, la gestione del traffico sembra invece essersi arrestata nel tempo.
“Insieme per Belluno Bene Comune” ricorda che il nuovo PUMS è stato adottato nel febbraio 2025 e ha già superato l’esame della VAS regionale. Tuttavia, il passaggio fondamentale – l’approvazione definitiva in Consiglio Comunale – non è ancora avvenuto. Ancora più grave, secondo l’opposizione, è lo stallo sulle sperimentazioni operative previste dal PGTU. “A giugno 2025 ci veniva risposto che la sperimentazione era in fase di avvio – denunciano i consiglieri – ma è passato un anno e non abbiamo visto nulla”.
Il dubbio sollevato dall’opposizione è che l’amministrazione sia in realtà frenata da una profonda divergenza rispetto alle indicazioni tecniche ricevute dalla ditta incaricata. Alcune proposte contenute nei piani – come la gestione di Piazza Duomo, la limitazione del collegamento con Piazza dei Martiri o la chiusura a San Gervasio – sembrano essere mal digerite da un’amministrazione che il gruppo definisce ancora legata a una visione “autocentrica” della mobilità.
Secondo “Insieme per Belluno Bene Comune”, il timore di scontentare parte dell’elettorato o il conflitto con altre scelte urbanistiche (come il nodo irrisolto dell’area ex Agip) avrebbe spinto la Giunta a congelare il piano, in attesa di “tempi migliori”.
La critica si chiude con un’accusa politica netta: l’incapacità dell’attuale amministrazione di affrontare un confronto reale e costruttivo con la cittadinanza su temi impattanti. “Ancora una volta – conclude la nota – questa amministrazione a parole afferma un principio, prende un impegno e poi nei fatti allegramente li dimentica”.
Per il gruppo di opposizione, il rischio è evidente: che il progetto per una Belluno più vivibile e sostenibile resti solo una promessa sulla carta, destinata a non vedere mai la luce sotto l’attuale guida della città.



