Prende forma la grande mostra “Dalle viscere della terra. Spade, fucine e spadai nel Feltrino del Cinquecento”, uno degli appuntamenti centrali del progetto KLANG2 – Miniere, forni, fucine, spade (ITAT-46-014), finanziato dal Programma Interreg VI-A Italia–Austria 2021-2027. Promossa dal Comune di Feltre, lead partner del progetto, l’esposizione sarà allestita al Museo Diocesano Belluno-Feltre e aprirà al pubblico dal 21 novembre 2026 al 21 febbraio 2027. In queste settimane sono entrate nel vivo le operazioni necessarie alla sua realizzazione: sono infatti state avviate le procedure per il prestito delle opere e dei documenti che andranno a comporre il percorso espositivo, primo tassello concreto di un lavoro che nei prossimi mesi porterà alla definizione dell’allestimento e all’ottenimento delle autorizzazioni necessarie.
Curata dallo storico e scrittore Matteo Melchiorre, la mostra si svilupperà in dodici sezioni distribuite negli ambienti del palazzo vescovile e proporrà un racconto storico e scientifico dedicato a un capitolo ancora poco conosciuto, ma di grande rilievo nella storia economica e sociale delle Alpi: la produzione di armi bianche nel Feltrino e, in particolare, il ruolo svolto dal proto-distretto industriale di Fonzaso nel sistema manifatturiero del Cinquecento. Il percorso è stato concepito non come una semplice esposizione di manufatti, ma come un itinerario storico-critico capace di restituire il contesto produttivo, commerciale e sociale nel quale si sviluppò la tradizione spadaria feltrina.
“Gli studi e la mostra dimostrano ancora una volta come Feltre si collochi a pieno titolo all’interno dei distretti proto industriali che sfruttavano in area alpina la presenza di materie prime (legno e minerali) nonché di acqua per produzioni tecnologicamente innovative e di alto valore aggiunto – commenta l’assessore del Comune di Feltre, Andrea Bona -. Molte saranno le sorprese di questa mostra e degli studi ad essa correlati che smentiscono la narrazione storica del Feltrino come area marginale rispetto al processo economico e di innovazione in antico regime”.
Tra i beni per i quali è già stato richiesto il prestito figurano alcuni pezzi di straordinario interesse. Il lavoro di ricerca e selezione prosegue infatti anche presso altre importanti istituzioni museali e culturali, tra cui il Museo Correr di Venezia, nell’obiettivo di costruire una mostra capace di restituire, attraverso reperti, dipinti, documenti e testimonianze archivistiche, la complessità e la ricchezza della tradizione metallurgica e spadaria del Feltrino.
Spicca una spada in bronzo del IX secolo avanti Cristo, rinvenuta nel 2012 sul greto del Piave in località Celarda, restaurata e studiata negli anni successivi e probabilmente deposta in antico come offerta votiva a una divinità fluviale. Accanto ad essa sarà esposto il suggestivo “Panorama di Feltre e del suo territorio”, dipinto nel 1677 dal pittore feltrino Domenico Falce, preziosa testimonianza della Città e del suo contado in età veneziana, nella quale trovano spazio anche riferimenti alle miniere e ai forni per la lavorazione del ferro presenti nel territorio alpino.
Il percorso sarà arricchito inoltre da registri estimali cinquecenteschi, dagli Statuti medievali di Feltre, dal Liber consiliorum, da documenti e disegni provenienti dall’Archivio storico comunale e dal Polo Bibliotecario Feltrino, chiamati a ricostruire le reti economiche, le maestranze, le risorse e le vie di comunicazione che fecero del Feltrino uno dei territori protagonisti della lavorazione del ferro nell’arco alpino.
L’avvio delle procedure di prestito, unitamente alle verifiche conservative e alle autorizzazioni previste dalla normativa in materia di beni culturali, segna un passaggio importante verso l’apertura della mostra, destinata a rappresentare uno dei principali esiti divulgativi del progetto KLANG2 e un’occasione per restituire al pubblico una pagina significativa della storia produttiva e manifatturiera delle montagne tra Veneto e Tirolo.



