HomeArte, Cultura, Spettacoli, ScienzaAppuntamenti, EventiL'ingegner Limone, padre della Lancia 037 e della Delta S4 a Belluno....

L’ingegner Limone, padre della Lancia 037 e della Delta S4 a Belluno. Intervista al presidente Serafini

Presidente Serafini, venerdì 10 luglio alle 18:30 al Centro Giovanni 23mo di Belluno sarà presente l’ingegner Sergio Limone. Che significato ha per il vostro Club accogliere una figura che ha letteralmente scritto la storia dell’automobilismo italiano?

«Ospitare Sergio Limone non è solo un onore, è un privilegio culturale. Limone non è soltanto un tecnico, è un pezzo di storia vivente. Avere in città l’uomo che ha dato forma alla Lancia 037 e alla Delta S4 significa offrire ai nostri soci e a tutta la cittadinanza una finestra privilegiata su quell’epoca d’oro in cui l’ingegno italiano riusciva a sfidare e sconfiggere il resto del mondo. Il nostro club si propone esattamente questo: far vivere la passione attraverso la conoscenza diretta dei suoi protagonisti.»

Il collezionismo di auto e moto d’epoca è spesso visto come una forma d’arte. Quali sono gli elementi che rendono, a suo avviso, i veicoli di quel periodo “immortali” rispetto alla tecnologia odierna?

«La differenza risiede nell’anima. Un’auto o una moto disegnata e ingegnerizzata negli anni ’70 o ’80 possiede un’identità precisa, un carattere che non è dettato da un algoritmo, ma dalla matita di un progettista e dalla mano di un meccanico. C’è lo stile, c’è la ricerca aerodinamica artigianale e c’è il coraggio di osare. Quando parliamo di Lancia o di Alfa Romeo, parliamo di icone di design e di prestazioni che hanno saputo elevare la meccanica a espressione artistica. Il collezionista d’epoca non acquista un mezzo di trasporto, acquista una testimonianza di eccellenza del “Made in Italy”.»

Il mondo dei motori d’epoca deve affrontare la sfida della modernità. Come vede il rapporto tra le nuove generazioni e il collezionismo? C’è il rischio di perdere questo immenso patrimonio culturale?

«È una sfida che il Gentleman Club Drivers Belluno sente molto vicina. C’è spesso il pregiudizio che il mondo delle auto storiche sia riservato a un pubblico maturo, ma non è così. Vedo molti giovani avvicinarsi con curiosità e competenza, affascinati proprio da quella purezza meccanica che manca alle auto odierne. Il nostro compito, come associazione, è quello di “trasmettere il testimone”. Dobbiamo rendere queste vetture accessibili, non solo come oggetti da esposizione, ma come strumenti di una cultura tecnica che è parte del nostro DNA. Se riusciamo a far capire a un ragazzo che dietro un motore c’è un’idea, una storia e una passione umana, il ricambio generazionale avverrà naturalmente.»

Quale messaggio vorrebbe lasciare ai giovani appassionati che parteciperanno all’incontro con l’ingegner Limone?

«Il mio invito è di ascoltare con attenzione le parole di chi ha fatto grande il nostro Paese nel mondo. L’ingegner Limone è la prova che con la tenacia, l’innovazione e una visione chiara si possono scalare le vette più alte, anche partendo da sfide impossibili. Ai giovani dico: non limitatevi a guardare le macchine, studiate la loro storia. Non abbiate paura di innamorarvi della meccanica classica; è proprio attraverso la conservazione di questi capolavori che noi teniamo vivo il mito dell’automobilismo italiano per le sfide di domani.»