Venezia, 7 luglio 2026 – «La decisione di individuare Belluno come bacino territoriale autonomo dei servizi di trasporto pubblico locale non è stata il frutto di una scelta operata a monte dalla Giunta regionale che, anzi, nella sua proposta iniziale prevedeva la fusione con Treviso. È invece il risultato di un pressing politico che ha coinvolto tutto il territorio e che noi, fin dal primo momento di questa delicata partita, abbiamo portato avanti con determinazione, a partire dalla mozione presentata in Consiglio provinciale dal gruppo Futura Centrosinistra Bellunese.
Bene che l’assessore Bond rivendichi la bontà di questa battaglia, ma sarebbe stato meglio se avesse condiviso prima la sua linea di pensiero con la consigliera Silvia Calligaro che, in sede di Commissione consiliare, si era espressa in maniera molto tiepida sull’autonomia del bacino di Belluno, arrivando a sostenere le ragioni di una fusione con Treviso. Fa un po’ sorridere, dunque, che ora dai banchi di Fratelli d’Italia si rivendichi questo risultato».
Lo afferma il consigliere regionale del Pd, Alessandro Del Bianco, commentando la presa di posizione dell’assessore regionale alla Montagna a seguito dell’approvazione, da parte della Giunta, della proposta di ridefinizione dei bacini territoriali ottimali e omogenei del trasporto pubblico locale.
«Ora che la soluzione del bacino autonomo bellunese è stata raggiunta, bisogna rilanciare questa scelta facendo valere davvero l’operatività della futura Agenzia dei Trasporti, che dovrà essere dotata di personale e risorse sufficienti per garantire una seria programmazione del trasporto pubblico locale. La sfida principale sarà riprendere il vero controllo di Dolomitibus che, da quando è passata a una maggioranza privata, si è concentrata molto più sugli utili che sulla qualità del servizio. Per noi questo è inconcepibile. Evitato il rischio della fusione, che avrebbe azzerato la nostra capacità di programmazione autonoma, ora dobbiamo dimostrare di saperci far valere, pretendendo dalla società un servizio più adeguato. Non è accettabile che l’azienda registri utili in forte crescita mentre, allo stesso tempo, si assiste al taglio delle corse. Bisogna riavviare gli investimenti e garantire un servizio efficiente al nostro territorio».



