Presentata a Belluno la ricerca “Radici nel territorio, sguardo al futuro”. Un’indagine promossa da Legacoop Veneto con l’Università di Padova che mappa il settore e indica le strategie di sviluppo locale.
Belluno, 3 luglio 2026 – Si è tenuto ieri mattina, in Sala Eliseo Dal Pont “Bianchi” di Belluno, l’evento del progetto transfrontaliero Interreg “Coop in quota”. L’appuntamento è stato aperto dai saluti istituzionali di Raffaele Addamiano (Assessore alla cultura, Comune di Belluno), Donatella De Pellegrini (Consigliera, Provincia di Belluno), Sara Bona (Presidente, GAL Prealpi Dolomiti), Mauro Soppelsa (Presidente, GAL Alto Bellunese) e Marina Castagner (Presidente comitato territoriale Belluno e Treviso, Legacoop Veneto). Moderato da Michele Pellegrini (Segretario territoriale Belluno e Treviso, Legacoop Veneto), ha messo al centro le strategie future per contrastare lo spopolamento e la rarefazione dei servizi nelle aree montane.
Ad inaugurare i lavori è stata la presentazione del volume “Radici nel territorio, sguardo al futuro. Cooperazione e cooperative di comunità nel bellunese” curato da Claudio Riva (Università di Padova) e Vittoria Benfatto (Università della Valle d’Aosta), condotta da Laura Giacomini (Legacoop Veneto). Lo studio mappa un comparto che in provincia conta oltre 120 realtà cooperative attive (iscritte all’albo Mimit) – ovvero oltre 2.400 lavoratori coinvolti per un fatturato complessivo di 325 milioni di euro nel 2023 – capaci di generare un solido valore economico e sociale. Nelle aree più fragili della montagna, segnate da rarefazione dei servizi e vulnerabilità infrastrutturale, la cooperativa oltre ad essere impresa si fa presidio umano e relazionale. Dalla ricerca emerge che l’86% delle realtà si riconosce nella produzione di beni e servizi di interesse comunitario, ma per il futuro restano nodali il ricambio generazionale e la propensione a fare rete dentro e fuori il movimento cooperativo.
«I dati confermano che la cooperazione bellunese non è residuale, ma una vera e propria infrastruttura sociale, un motore insostituibile di coesione – ha dichiarato Devis Rizzo, presidente di Legacoop Veneto – In territori montani esposti al rischio isolamento, le cooperative mantengono vivi i paesi, offrono risposte su misura e creano lavoro. La sfida di oggi è duplice: da un lato dobbiamo attrarre i giovani garantendo competenze e innovazione, dall’altro dobbiamo connettere questa preziosa rete alle grandi partite del territorio, forti anche della recente esperienza olimpica».
La giornata è proseguita con un focus dedicato ai grandi eventi come opportunità per valorizzare l’economia locale attraverso la cooperazione d’impresa. Il panel ha visto confrontarsi Anna Sara Fasoli (Consorzio Servizi del Veneto), Iacopo Mazzetti (Legacy Director Fondazione Milano Cortina) e Cinzia Teodoro (Ispettore del lavoro ITL).
«Gestire servizi in un grande evento internazionale ha consentito alle cooperative del Consorzio di mettere a sistema competenze e valorizzare un importante radicamento territoriale – ha commentato Anna Sara Fasoli – CSV ha offerto un servizio di alto livello proprio grazie alle sinergie generate dal sistema cooperativo, consentendo la crescita delle singole realtà e creando valore aggiunto nel territorio».
Il confronto si è chiuso tracciando le linee politiche per il futuro montano in chiave cooperativa, alla presenza dei consiglieri della Regione del Veneto, Silvia Calligaro e Alessandro Del Bianco. Un confronto che ha evidenziato con chiarezza il ruolo strategico del comparto per il territorio provinciale e la necessità di mettere in campo politiche e strategie capaci di sostenere lo sviluppo delle cooperative esistenti e promuovere la costituzione di nuove imprese cooperative.
Il progetto “Cooperare in quota” è finanziato nell’ambito del programma europeo Interreg VI-Italia-Austria (CLLD Dolomiti LIVE).



