Confartigianato Imprese Belluno e l’istituto Brustolon celebrano il maestro sartoriale, simbolo di un settore in controtendenza che cresce e scommette sui giovani.
Un omaggio sentito, non solo alla memoria, ma a un’arte che rifiuta di scomparire. Nel contesto della 40ª edizione della Mostra dell’Artigianato Artistico e Tradizionale di Feltre, Confartigianato Imprese Belluno ha reso onore alla figura di Luigi Fant, indiscusso simbolo della sartoria locale, attraverso un convegno e un’esposizione di abiti sartoriali che hanno raccontato, filo dopo filo, l’eccellenza del territorio.
Mentre in molti settori la produzione di serie sembra dominare il mercato, la sartoria artigianale bellunese si conferma una realtà in netta controtendenza. I dati del Centro Studi di Confartigianato Imprese Veneto parlano chiaro: tra il 2018 e il 2025, le imprese artigiane del settore a Belluno sono aumentate del 21% (passando da 19 a 23 unità), con una crescita degli addetti del 30% (da 20 a 26). Performance decisamente migliori rispetto al dato regionale, che segna una stagnazione (+1,3% di imprese) e un calo occupazionale (-7%).
Anche il saldo occupazionale è indicativo: in un Veneto che fatica a mantenere i livelli occupazionali nel settore della confezione, la provincia di Belluno si distingue con saldi costantemente positivi o in pareggio, chiudendo il 2025 con un attivo di 15 unità.
Nonostante il successo, il settore affronta l’annosa questione del reperimento della manodopera. Il 79% dei sarti richiesti sul mercato veneto è di difficile reperimento e, in quasi 7 casi su 10, i colloqui di lavoro vanno deserti per mancanza di candidati. Inoltre, emerge un mestiere in profonda trasformazione: l’82% dei neoassunti necessita di formazione interna e il 30% delle aziende richiede competenze “Green”, legate alla sostenibilità dei materiali, ormai un requisito fondamentale.
“Il nostro obiettivo, condiviso con il Maestro Fant, è portare l’artigianato nel futuro”, ha spiegato Claudia Scarzanella, presidente di Confartigianato Imprese Belluno. L’eredità di Fant vive oggi attraverso il coinvolgimento concreto delle nuove generazioni. È proprio per questo che l’associazione ha puntato sui ragazzi dell’Istituto Brustolon di Belluno, coinvolgendoli attivamente nel progetto.
Proprio i docenti dell’Istituto, Andrea Trinceri e Claudio Sanchini, hanno raccontato la rinascita dell’indirizzo moda: in soli sei anni, grazie a una scommessa vinta, il corso è passato dall’incertezza a contare oggi cinque classi e circa 100 studenti. “Il nostro obiettivo – sottolineano i docenti – non è creare esecutori, ma custodi del Made in Italy”.
Durante il convegno “Storie cucite a mano”, Eros Cortese, vicepresidente della federazione regionale moda di Confartigianato, ha ricordato la nobiltà del mestiere: “In un mercato che insegue la quantità, voi difendete la qualità. Celebrare un maestro significa celebrare un’intera categoria”.
La giornata si è conclusa con un momento di forte commozione: la consegna, da parte di Claudia Scarzanella, di una targa alla memoria alle figlie del Maestro Luigi Fant. Un tributo che ha unito le eccellenze sartoriali provenienti da tutto il Veneto – tra cui le realtà di Pedavena, Tambre, Padova, Lonigo, Montebelluna e Verona – unite dal medesimo obiettivo: ricordare la storia per trasformarla, ancora una volta, in bellezza.



