HomeCronaca/PoliticaTigli di via Feltre: il Consiglio di Stato ferma le motoseghe. Italia...

Tigli di via Feltre: il Consiglio di Stato ferma le motoseghe. Italia Nostra: “Vittoria per l’ambiente”

Belluno, 26/06/2026 – Stop all’abbattimento dei tigli di via Feltre. Con un’ordinanza che accoglie il ricorso presentato da Italia Nostra, il Consiglio di Stato ha ribaltato la decisione del TAR del Veneto, bloccando di fatto il piano di abbattimento che prevedeva l’eliminazione delle storiche alberature cittadine.

Il Consiglio di Stato ha giudicato fondati i motivi sollevati dall’associazione, ritenendo necessario un supplemento di analisi prima di procedere a un intervento irreversibile. Secondo i giudici, gli atti e le relazioni depositate lasciano aperte questioni cruciali che meritano un vaglio più approfondito.

In particolare, il Collegio ha puntato l’attenzione sulla completezza dell’istruttoria svolta dal Comune di Belluno e sulla necessità di verificare se le scelte dell’amministrazione siano pienamente coerenti con i moderni principi di tutela del paesaggio e del patrimonio storico. Il riferimento normativo è di altissimo profilo: l’art. 9 della Costituzione, che oggi impone la tutela dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi «anche nell’interesse delle future generazioni».

Il provvedimento del Consiglio di Stato mette in luce un punto focale: la natura irreversibile dell’abbattimento. I giudici hanno ravvisato il rischio di un «pregiudizio grave ed irreparabile» per le ragioni sostenute da Italia Nostra. Qualora, infatti, gli alberi venissero tagliati prima della sentenza definitiva, le istanze dell’associazione verrebbero di fatto svuotate di significato, rendendo vano ogni eventuale accoglimento del ricorso nel merito.

L’ordinanza garantisce la sospensione delle operazioni di taglio fino alla sentenza che verrà pronunciata dal TAR Veneto in sede di udienza di merito. Si apre dunque una fase di attesa, ma soprattutto di riflessione obbligata sulla gestione del patrimonio arboreo urbano.

La presidente di Italia Nostra Belluno, Gisella Galatà, vede in questa pronuncia un riconoscimento importante del valore della tutela ambientale. Per la città di Belluno, la decisione del Consiglio di Stato rappresenta uno stop provvisorio, ma di peso, che sposta il dibattito dal piano puramente tecnico-operativo a quello costituzionale, riaccendendo i riflettori sulla protezione del verde storico in ambito urbano.