Belluno, 24/06/2026 – La mobilitazione delle lavoratrici e dei lavoratori di Epta Costan ha riportato l’azienda al tavolo negoziale. Restano aperte le criticità legate all’esternalizzazione della gestione amministrativa e all’errore sulle buste paga che coinvolge centinaia di dipendenti.
Così in una nota Fiom Cgil Belluno
La mobilitazione delle lavoratrici e dei lavoratori di Epta Costan ha raggiunto un primo importante risultato: dopo lo stato di agitazione, il blocco degli straordinari proclamati nelle scorse settimane e lo sciopero del 19 che ha coinvolto oltre l’80% del personale, l’azienda ha infatti deciso di riaprire il confronto per il rinnovo del contratto integrativo aziendale.
Una scelta che conferma come la determinazione dei lavoratori e delle lavoratrici, unita alla forte partecipazione alle iniziative sindacali abbiano rappresentato un elemento decisivo per riportare il negoziato sui binari del confronto, dopo una fase caratterizzata da posizioni aziendali giudicate irricevibili dalle organizzazioni sindacali e dalla RSU.
Accanto alla vertenza sull’integrativo, nelle ultime settimane è però emersa un’ulteriore criticità che ha alimentato il malcontento tra i dipendenti dello stabilimento di Limana. Un errore tecnico nella gestione delle buste paga del mese di maggio ha infatti comportato l’erogazione di somme non dovute a 613 lavoratrici e lavoratori, che ora saranno chiamati a restituire gli importi ricevuti in eccesso attraverso trattenute nei prossimi cedolini. Pur prendendo atto delle spiegazioni fornite dall’azienda, la Fiom ritiene che quanto accaduto debba aprire una riflessione più ampia sulle scelte organizzative adottate negli ultimi anni, visto il malcontento dei lavoratori e la presenza reiterata di errori ed equivoci.
«La gestione amministrativa e retributiva di uno stabilimento che occupa circa 1.300 persone rappresenta una funzione strategica e delicatissima, che incide direttamente sul rapporto tra azienda e lavoratori. Per questo riteniamo discutibile che attività di tale importanza vengano affidate all’esterno attraverso appalti e società terze», ha dichiarato Stefano Bona, segretario generale della Fiom di Belluno, sottolineando: «Le buste paga non sono un semplice adempimento amministrativo: riguardano salari, contributi, diritti e il rapporto quotidiano tra l’impresa e chi ogni giorno contribuisce ai risultati aziendali. Funzioni di questa complessità richiedono competenze, conoscenza diretta dell’organizzazione del lavoro e un presidio costante che solo una struttura adeguatamente rafforzata e integrata nell’azienda può garantire. Noi, come organizzazione sindacale, non possiamo avvalorare questo sistema, ormai diffuso, che porta alla esternalizzazione di parti sempre più fondamentali dell’azione aziendale, attraverso appalti in cui, poi, non si può neppure sapere quali sono le condizioni di lavoro di coloro che poi lavorano, di fatto, per Epta, ma attraverso questa società terza. Le conseguenze dell’errore, inoltre, non ricadono sulla società che ha materialmente commesso lo sbaglio, ma sui lavoratori e sulle loro famiglie, che dovranno fare i conti con recuperi e trattenute nei prossimi mesi. Una situazione che genera comprensibile nervosismo e che si aggiunge a una fase già delicata dal punto di vista delle relazioni industriali. La riapertura del tavolo sull’integrativo è il risultato della mobilitazione delle lavoratrici e dei lavoratori che dimostra quanto l’unità dei lavoratori e delle lavoratrici sia fondamentale per produrre risultati concreti», continua Stefano Bona, segretario generale della Fiom Cgil di Belluno. «Ora ci aspettiamo che il confronto riparta con la volontà di costruire un accordo che riconosca il contributo delle persone ai risultati dell’azienda. Quanto accaduto sulle buste paga evidenzia inoltre i limiti di una gestione eccessivamente esternalizzata di funzioni che incidono direttamente sulla vita dei lavoratori. Quando si amministrano le retribuzioni di 1.300 persone servono competenze, controllo e responsabilità diretta. Gli errori possono accadere, ma non possono essere sempre i lavoratori a subirne le conseguenze».
La Fiom Cgil di Belluno continuerà a controllare che le modalità con cui verrà gestita la vicenda dei recuperi in busta paga, abbiamo come priorità con la massima tutela delle lavoratrici e dei lavoratori di Epta Costan, in attesa della convocazione per il tavolo di confronto per la ripresa della trattativa sugli accordi di secondo livello.



