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Belluno, Parco inclusivo: visitatori e associazioni da tutto il Veneto per giocare e studiare il progetto

Belluno, 24/06/2026 – Non soltanto bambini bellunesi e famiglie del territorio. Sempre più spesso a frequentare il parco inclusivo L’Isola che non c’è, nato grazie alla collaborazione tra Comune, Circolo Ricreativo dei Vigili del Fuoco, Fondazione De Rigo e numerosi sostenitori, sono gruppi organizzati, associazioni e realtà che arrivano appositamente da altre province del Veneto e oltre per conoscere e vivere un’esperienza che, a pochi mesi dall’apertura, sta facendo parlare di Belluno ben oltre i confini provinciali. Tra le ultime visite quella di una casa famiglia che ha scelto di accompagnare i propri ragazzi nel Capoluogo per trascorrere una giornata di gioco e condivisione in uno spazio realmente accessibile a tutti. Hanno raggiunto Belluno anche i soci delle sezioni di Verona e Treviso dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, l’associazione Signplicity di Revine Lago e un gruppo di nordic walking inclusivo proveniente da Mogliano Veneto, oltre ai ragazzi della Terza Squadra delle Dolomiti di Sedico.

Un interesse crescente, quello verso il parco inclusivo di Belluno, il più grande d’Europa a tema, che conferma come L’Isola che non c’è stia assumendo un valore che va oltre quello di una semplice area giochi, trasformandosi in una piccola eccellenza capace di attrarre persone di ogni età e con esigenze diverse, accomunate dal desiderio di vivere un luogo nel quale inclusione, relazione e divertimento trovano concreta attuazione. “Abbiamo fortemente creduto in questo progetto perché eravamo consapevoli della sua portata innovativa – commenta il sindaco Oscar De Pellegrin –, e ora vedere arrivare associazioni e gruppi organizzati da tutto il Veneto, sapere che del Parco di Belluno si parla anche in convegni all’estero supera le nostre aspettative. Ricevere feedback così positivi da persone che percorrono decine di chilometri per visitare il nostro Parco significa aver intercettato un bisogno reale e aver costruito qualcosa che mancava”.

“Per Belluno è motivo di orgoglio – prosegue il Sindaco – ma anche una responsabilità. Significa dimostrare che investire in accessibilità e inclusione non è un costo, bensì un’opportunità per migliorare la qualità della vita delle persone e rendere i territori più attrattivi e accoglienti. Se questa esperienza potrà essere d’ispirazione per altri Comuni, avremo raggiunto un ulteriore importante risultato. Siamo abituati a pensare al gioco come a un’esperienza riservata all’infanzia. In realtà, avere a disposizione spazi nei quali muoversi, sperimentare, socializzare, sorridere e riscoprire la leggerezza è importante anche per gli adulti. Tornare bambini, anche solo per qualche istante, rappresenta un elemento prezioso per il benessere psicofisico della persona. Questo parco ci ricorda che l’inclusione non consiste soltanto nell’eliminare le barriere, ma nel creare occasioni di felicità condivisa e di partecipazione per tutti, a qualsiasi età”.