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Belluno, il passo di lato di Oscar De Pellegrin: inizia il totosindaco 2027

La decisione è oramai ufficiale, il sindaco di Belluno Oscar De Pellegrin non si ricandiderà come Primo cittadino alle imminenti amministrative del 2027, ma parteciperà solo come candidato consigliere.

Motivazioni di salute, ha dichiarato. E non fatichiamo a credergli. Guidare un capoluogo di provincia richiede una tempra d’acciaio e un’energia costante, qualità che De Pellegrin, sia pur dotato di tempra di campione olimpionico, ha messo a dura prova, affrontando anche delicati interventi chirurgici durante il suo mandato. Oltre a dover resistere a una serie di continui stress che hanno turbato la città. Dall’incredibile e surreale caso della cordata algerino-bellunese che vantava a chiacchiere 100 milioni disponibili per il rilancio del Nevegal, al caso dell’ex distributore Agip di Baldenich, ancora fermo, al blitz del taglio degli alberi in via Feltre. C’è inoltre la parabola politica di questa maggioranza che amministra il Comune capoluogo, costellata di frizioni e abbandoni, con le uscite di consiglieri, le dimissioni degli assessori Buttignon e Roccon. Fino al recente, logorante caso politico legato all’assessore Dal Pont, coinvolto indirettamente nelle cronache dell’episodio di violenza che ha scosso il centro città. Insomma un clima di tensione continua, stress, incertezze, ricomposizioni forzate, che non ha certamente giovato alla salute del Primo cittadino.

Ora, però, si apre in un orizzonte di grande incertezza. A destra e a sinistra, i partiti sono già in fermento. Se per il centrodestra si tratta di trovare un nuovo equilibrio e un nuovo asso nella manica con effetto sorpresa, dopo aver perso per strada pezzi importanti del progetto originale, per il centrosinistra la sfida è altrettanto complessa: occorre capire se questa spaccatura e questo indebolimento della maggioranza siano l’occasione per costruire un’alternativa solida, o se il centrodestra, seppur tra mille difficoltà, riuscirà a ritrovare, come sua tradizione, una sintesi credibile.

Belluno si trova di fronte a un bivio. La scelta di De Pellegrin, che con ammirevole onestà ha ammesso di non poter garantire altri cinque anni di dedizione totale, è un atto di realismo. Ma per la città, il 2027 non è più un traguardo lontano: è già oggi. Le forze politiche dovranno ora dimostrare di saper guardare oltre le proprie beghe interne e i casi di cronaca, tornando a parlare di una visione di città che, in questi anni, è apparsa spesso oscurata dalle ombre di un palazzo in perenne ricerca di stabilità.

(rdn)