Sono costretto, mio malgrado, a scrivere queste righe in risposta ad alcuni attacchi ricevuti da alcuni colleghi a seguito degli eventi accaduti durante la scorsa Conferenza dei Sindaci.
Sono amareggiato di leggere tante falsità sui fatti accaduti in Conferenza: come rappresentanti di Giovani&Futuro non abbiamo chiesto nulla di più di rispettare i regolamenti in vigore e rispettare la libertà di opinione di ognuno. Credo sia legittimo avere uno sguardo e un’opinione diversa dagli altri: ritengo che il mio ruolo sia rappresentare nelle sedi opportune le difficoltà che mi vengono raccontate dalle persone e, in virtù di questo, credo di essere legittimato ad esprimermi nel modo e nelle forme che ritengo più corrette per rappresentare questi disagi.
Alcuni colleghi sostengono che un voto non eccellente equivalga ad alimentare la diffidenza nella sanità: io credo invece sia un modo per dimostrare ai nostri cittadini che portiamo nelle sedi decisionali i loro problemi reali e che non vogliamo fermarci ai numeri e ai grafici. Per me e per Giovani&Futuro, da sempre, contano le persone prima dei numeri e delle statistiche. Questo è il mio modo di intendere il mio ruolo: io non mi sono permesso di giudicare il pensiero dei colleghi, pur non condividendolo, e credo che lo stesso trattamento dovrebbe essere riservato a parti invertite.
Purtroppo questo non accade e sono molto dispiaciuto: forse qualcuno pensa che a 26 anni non si possa esprimere la propria idea liberamente o non si sia degni come gli altri di occupare alcuni ruoli. È un problema della politica, anche locale, come si può facilmente dedurre, e questi comportamenti allontanano sempre di più le nuove generazioni dai contesti amministrativi e i cittadini dalla partecipazione democratica. Noi siamo eletti per rappresentare le istanze dei nostri concittadini e di quanti si rivolgono a noi per chiedere una soluzione: se abdichiamo al nostro ruolo primario di tutela dei cittadini, veniamo meno ai
nostri doveri e al nostro giuramento.
Continuerò a sostenere la mia posizione, che deriva dalle storie e dai racconti quotidiani e non dai soli numeri o grafici. Ritengo che, oggi più che mai, mettere al centro le persone vere e non le statistiche sia necessario e imprescindibile: sono contento di averlo fatto anche in Conferenza dei Sindaci, anche se questo può aver infastidito qualcuno tra i miei colleghi.
Ringrazio Giovani&Futuro che mi permette ogni giorno di ricordarmi che, oltre i freddi numeri, ci sono persone che chiedono solo di essere viste e considerate e non di essere trattate come casi isolati privi di importanza statistica.
Nel merito della richiesta di annullamento degli esiti della votazione, per la quale alcuni colleghi invocano una non ben definita mancanza di coerenza, la questione è di carattere procedurale e sostanziale e non di opinione politica. Le votazioni non sono proposte da votare a maggioranza, ma espressione della volontà collettiva dell’organo: per questo ogni voto deve avere la stessa importanza e lo stesso peso.
Abbiamo chiesto di rivalutare la decisione presa dalla Presidenza e di ristabilire la correttezza del voto: ne va della credibilità della Conferenza stessa davanti alle Istituzioni e all’opinione pubblica.
Non sono le divergenze di opinione a creare sfiducia e disilussione, ma la volontà di far prevalere la posizione di una maggioranza su ogni altra posizione differente. Non credo che la sanità di questo territorio sia da massimo dei voti, come d’altronde pensano quasi tutti i cittadini che incontro e ascolto quotidianamente: se difendere queste persone significa per
qualcuno essere scriteriati o prevenuti, allora qualcuno sta sbagliando mestiere.
Demonizzare chi ha un pensiero diverso è un atteggiamento che lede la fiducia dei cittadini verso le istituzioni e indebolisce la democrazia, che invece richiede sempre confronto aperto tra punti di vista differenti.
Resta il rammarico nel sapere che chi dovrebbe promuovere per primo il dialogo e la conciliazione tra visioni differenti non accetti la posizione diversa di un collega.
Nella speranza di un cambiamento migliorativo, saluto cordialmente e ringrazio per lo spazio che vorrete dedicarmi.
IL SINDACO DI DANTA DI CADORE,
dott. Thomas Menia Corbanese
Danta di Cadore, 19 giugno 2026
Alla Conferenza dei Sindaci
dell’Azienda ULSS 1 Dolomiti
Al Presidente della Conferenza dei Sindaci dell’Azienda ULSS 1 Dolomiti
Alla Segreteria della Conferenza dei Sindaci
e, p.c.
Alla Regione del Veneto,
Area Sanità e Sociale;
Ai Sindaci componenti la Conferenza dei Sindaci dell’Azienda ULSS 1 Dolomiti;
Al Prefetto di Belluno,
dott. Antonello Roccoberton;
Oggetto: Istanza di annullamento e/o rettifica in autotutela dell’esito della votazione
relativa alla valutazione del Commissario/Direttore dell’Azienda ULSS 1 Dolomiti –
richiesta di corretta applicazione dell’art. 19 del Regolamento e rideterminazione
dell’esito mediante media dei voti espressi
I sottoscritti:
Thomas Menia Corbanese,
Sindaco del Comune di Danta di Cadore;
Luca Olivotto,
Sindaco del Comune di Borca di Cadore;
in qualità di componenti della Conferenza dei Sindaci dell’Azienda ULSS 1 Dolomiti,
con riferimento alla seduta della Conferenza dei Sindaci nella quale è stata trattata la
valutazione sull’operato del Commissario dell’Azienda ULSS 1 Dolomiti, tenutasi in data 18
giugno 2026
Premesso che:
● il Regolamento della Conferenza dei Sindaci attribuisce alla Conferenza, tra le
proprie funzioni, quella di esprimere la valutazione sull’operato del Direttore Generale
per la parte di competenza;
● l’art. 19 del Regolamento disciplina le votazioni distinguendo chiaramente tra:
○ il comma 2, secondo cui “ogni proposta messa a votazione si intende
approvata quando abbia raccolto la maggioranza assoluta dei presenti, con
votazione di norma palese”;
○ il comma 3, secondo cui “le decisioni e giudizi su persone sono espressi con
votazione segreta”;
○ il comma 6, secondo cui, terminata la votazione, il Presidente “proclama
l’esito della votazione”;
● nel caso in oggetto non risulta essere stata posta in votazione una generica
proposta, bensì una valutazione riferita all’operato di una persona, ossia del
Commissario dell’Azienda ULSS 1 Dolomiti e, proprio per tale ragione, la votazione è
stata richiesta ed effettuata a scrutinio segreto, conformemente all’art. 19, comma 3,
del Regolamento;
● a quanto risulta, tuttavia, l’esito della votazione non sarebbe stato determinato sulla
base della media dei voti effettivamente espressi, ma sarebbe stato proclamato il
massimo dei voti sul presupposto che la maggioranza dei votanti avrebbe attribuito il
punteggio massimo;
Considerato che
● l’applicazione dell’art. 19, comma 2, non appare pertinente al caso concreto, poiché
tale disposizione riguarda l’approvazione o il rigetto di una proposta, non la
determinazione di un punteggio valutativo individuale;
● la valutazione dell’operato del Commissario non può essere trattata come una
deliberazione binaria “approvata/non approvata”, ma deve rappresentare fedelmente
il risultato dei voti espressi dai componenti della Conferenza;
● qualora siano stati espressi voti numerici o punteggi differenziati, l’esito corretto non
può essere ricondotto automaticamente al punteggio massimo solo perché tale
punteggio è stato espresso dalla maggioranza dei votanti;
● una simile modalità rischia di alterare il contenuto sostanziale della votazione,
comprimendo il valore dei voti difformi e sostituendo alla risultanza effettiva dello
scrutinio una diversa determinazione non corrispondente alla pluralità dei voti
espressi;
● il Presidente, ai sensi del Regolamento, è tenuto a proclamare l’esito della votazione,
non a modificarne o reinterpretarne il risultato in senso maggioritario quando la
votazione ha natura valutativa e numerica;
● la proclamazione del punteggio massimo, ove non corrispondente alla media o al
risultato effettivo dei voti segreti espressi, può integrare violazione del Regolamento,
errata applicazione dell’art. 19, travisamento dell’esito della votazione, eccesso di
potere, difetto di istruttoria, difetto di motivazione e lesione dei principi di imparzialità,
trasparenza, correttezza e buon andamento dell’azione amministrativa;
● l’eventuale trasmissione alla Regione di un esito non corrispondente al risultato
effettivo dello scrutinio rischia di incidere impropriamente sul procedimento regionale
di valutazione, attribuendo alla Conferenza dei Sindaci una volontà diversa da quella
realmente risultante dai voti espressi;
tutto ciò premesso e considerato,
i sottoscritti chiedono
1. di procedere con urgenza all’annullamento e/o alla rettifica in autotutela dell’esito
proclamato, qualora lo stesso sia stato determinato applicando il criterio della
maggioranza di cui all’art. 19, comma 2, anziché il criterio coerente con la natura
valutativa della votazione;
2. di rideterminare l’esito della votazione mediante media aritmetica dei voti/punteggi
effettivamente espressi dai componenti aventi diritto, nel rispetto della segretezza del
voto e della reale risultanza dello scrutinio;
3. di rettificare conseguentemente il verbale della seduta e ogni atto collegato,
riportando l’esito corretto della votazione;
4. di sospendere, ove non ancora effettuata, la trasmissione alla Regione del Veneto
dell’esito della valutazione oppure, se già trasmessa, di inviare tempestivamente alla
Regione una comunicazione integrativa e rettificativa;
5. di trasmettere copia della presente istanza a tutti i Sindaci componenti la
Conferenza;
6. di mettere a disposizione dei sottoscritti, quali componenti della Conferenza, il
verbale integrale della seduta, il prospetto riepilogativo dei voti espressi, le modalità
di calcolo adottate, l’eventuale atto trasmesso alla Regione e ogni documento
istruttorio relativo alla votazione.
Si evidenzia che la presente richiesta non investe il merito delle valutazioni espresse dai
singoli Sindaci, bensì la corretta rappresentazione dell’esito della votazione segreta e il
rispetto delle regole procedurali stabilite dal Regolamento della Conferenza.
Resta inteso che, in difetto di tempestivo riscontro e di eventuale rettifica, i sottoscritti si
riservano ogni ulteriore iniziativa nelle sedi amministrative, istituzionali e giurisdizionali
competenti a tutela della correttezza del procedimento e della fedele rappresentazione della
volontà dell’organo collegiale.
Cordiali saluti.
Thomas Menia Corbanese
Sindaco del Comune di Danta di Cadore
Luca Olivotto
Sindaco del Comune di Borca di Cadore



