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Sanità bellunese, bufera sulla Conferenza dei Sindaci: Giovani&Futuro contesta il “massimo dei voti”

Il movimento contesta duramente l’esito della votazione sull’operato del Commissario Dal Ben, definendola una “scelta politica fuori dalla realtà”. Annunciata la richiesta di annullamento in autotutela: “L’esito va ricalcolato sulla media dei voti”.

Belluno, 18/06/2026 – È scontro aperto sulla gestione della sanità bellunese. L’esito della recente Conferenza dei Sindaci dell’ULSS 1 Dolomiti, che ha espresso una valutazione positiva sul lavoro del Commissario Giuseppe Dal Ben, ha sollevato un polverone politico. A scatenare la polemica è il movimento Giovani&Futuro, che giudica la decisione di assegnare il “massimo dei voti” alla sanità locale come una scelta “fuori dalla realtà”, distante dai problemi quotidiani vissuti dai cittadini e dagli operatori sanitari.

“Un messaggio sbagliato ai cittadini”

Il Presidente di Giovani&Futuro, Luca Frescura, non usa mezzi termini per descrivere lo scenario emerso dall’incontro: “È un messaggio sbagliato ai cittadini, alle famiglie e agli operatori sanitari”. Per Frescura, la convergenza tra destra e sinistra nel conferire il massimo punteggio alla gestione dell’ULSS nasconde una realtà ben più complessa: quella di persone che lottano per accedere alle cure pubbliche e di un personale sanitario che opera in condizioni di costante difficoltà. “A loro qualcuno dovrà spiegare perché questa sanità meriterebbe il massimo”, incalza il Presidente del movimento.

La battaglia sul metodo: “Voti sterilizzati”

Ma la protesta di Giovani&Futuro non si ferma al merito politico; entra nel vivo di una questione procedurale che il movimento considera un’anomalia. Secondo Frescura, la votazione non doveva essere trattata come una semplice mozione da approvare a maggioranza: “Non si stava votando una proposta politica, si stava esprimendo un giudizio sull’operato della direzione sanitaria. Se i Sindaci esprimono voti diversi, quei voti devono pesare tutti. Non possono essere cancellati solo perché una maggioranza ha scelto il punteggio massimo”.

Per il movimento, la soluzione corretta e trasparente sarebbe stata calcolare la media dei voti espressi, evitando così che il voto segreto diventasse uno strumento per mascherare le divergenze e proclamare un risultato artificialmente uniforme.

Richiesta di annullamento in autotutela

La faccenda si sposta ora sul piano istituzionale. Thomas Menia Corbanese, sindaco di Danta di Cadore e Vicepresidente nazionale di Giovani&Futuro, e Luca Olivotto, sindaco di Borca di Cadore e Presidente provinciale, hanno annunciato l’invio di una richiesta formale alla Conferenza dei Sindaci per ottenere l’annullamento e la rettifica dell’esito in autotutela.

I due primi cittadini richiamano il Regolamento della Conferenza, sottolineando la distinzione tra le proposte politiche, soggette a maggioranza, e i giudizi sulle persone, che richiedono un procedimento diverso. “Non vogliamo impedire a nessuno di esprimere la propria opinione”, chiariscono Menia Corbanese e Olivotto, “ma se una parte dei Sindaci ha espresso un punteggio inferiore, quel voto non può essere sterilizzato. Deve concorrere alla valutazione finale. La Conferenza deve rappresentare la volontà complessiva dell’organo, non solo quella della maggioranza”.

La palla passa ora alla Conferenza dei Sindaci, chiamata a decidere se mantenere la linea fin qui tracciata o accogliere le istanze di revisione sollevate dai rappresentanti di Giovani&Futuro.