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Emozioni. L’assessore, le rondini, i tigli abbattuti, la riforma della caccia e i 20 ettari di vigneti a Bes

E’ umanamente comprensibile l’emozione vissuta dall’Assessore De Kunovich nell’apprendere che in città sono planate due nuove coppie di rondini. Con i nuovi arrivi, infatti, si sono quasi raggiunti i numeri che nonno Fioretto ammirava sorridente svolazzare sul suo vecchio tabià occupato abusivamente, mentre sotto la pergola era seduto comodo sul dondolo di vimini intento a fumare trinciato forte, sputare tabacco e bere vin bacò.

Un successone, non c’è che dire.

Peccato che l’Assessore all’ambiente del Comune di Belluno non abbia riservato altrettanta attenzione e sensibilità verso i volatili quando, poche settimane fa, venivano abbattuti decine di tigli alle porte della città, radendo al suolo, modello Gaza, l’habitat naturale per la nidificazione di centinaia di uccellini. Evidentemente di serie B al cospetto dei nobili pennuti vestiti in smoking che volteggiano elegantemente sul Liston.

Diventa anche difficile credere alla buona fede e ad autentico interesse della sig.ra De Kunovich, visto che rappresenta sul territorio una di quelle forze politiche che promuovono e sostengono quella bestemmia chiamata riforma della caccia che è un insulto alla biologia e alla media intelligenza. Sostenere, infatti, che la caccia concorre alla tutela della biodiversità e dell’ecosistema equivale a dire che uno stupro è una lezione alternativa di educazione sessuale.

Tralasciando i dettagli delle inutili, quando non deleterie, politiche in termini ambientali che questa Amministrazione ha (o non ha) messo in campo rimane la più recente vicenda che evidenzia in maniera cristallina l’ipocrisia della sig.ra De Kunovich il cui unico ambiente che interessa è quello di Palazzo Rosso. In quel di Bes, infatti, è in fase di realizzazione un vigneto di 20 ettari (l’equivalente di una quarantina di campi di calcio) sotto le finestre degli abitanti e nel silenzio assordante dell’Amministrazione comunale, De Kunovich compresa. Un progetto che assieme alle inevitabili polemiche porta con se alcune certezze. Come, ad esempio, il fatto che l’area sarà soggetta a trattamenti con pesticidi che nella neolingua sono chiamati prodotti fitosanitari e che hanno l’obiettivo di eliminare, o comunque rendere incompatibile la vita degli insetti e, conseguentemente, dell’avifauna che se ne nutre e che sarà destinata a migrare.

Anche volendo sorvolare sul falso interesse dell’Assessore per gli uccelli che rimane a solo scopo di foto pubblicitaria sugli organi di stampa, rimane il problema non secondario di una nuova, e al momento sconosciuta, convivenza dei cittadini di Bes con la realtà produttiva che si andrà ad insediare. Anche una semplice navigazione su internet nel tempo libero avrebbe dovuto portare ad una qualche azione di tipo precauzionale, come ad esempio, un regolamento comunale che vieti nuovi impianti soggetti a trattamenti chimici a meno di 100 mt. da abitazioni, luoghi di pubblico interesse come strade, scuole e parchi, zone umide come acquitrini e ruscelli particolarmente sensibili alle irrorazioni che verranno effettuate. Ma forse si chiede troppo e in fondo si sa che davanti al calice di un buon Prosecco a km0 si chiude sempre un occhio e, nel caso specifico, entrambi.

Max Fiabane
Cristiano Fant