HomeCronaca/PoliticaIl DDL "Caccia Selvaggia" al centro della protesta nazionale

Il DDL “Caccia Selvaggia” al centro della protesta nazionale

Il Disegno di Legge n. 1552, presentato al Senato nella XIX Legislatura, ha scatenato una mobilitazione nazionale senza precedenti. Ribattezzato dalle opposizioni e da un ampio fronte di associazioni ambientaliste come il DDL “Caccia Selvaggia”, il provvedimento è al centro di uno scontro politico e morale che ha visto, proprio oggi 17 giugno 2026, una partecipata manifestazione di protesta davanti al Pantheon a Roma.

Andrea Zanoni, coordinatore nazionale dell’Osservatorio Diritti Animali di Europa Verde, ha espresso una netta condanna, definendo il DDL come il “più grande attacco alla biodiversità degli ultimi decenni”. Secondo i critici, le norme contenute nel testo non rappresentano un ammodernamento della gestione faunistica, bensì un pericoloso passo indietro di trent’anni.

Tra i punti più controversi emersi dal dibattito pubblico e dalla protesta odierna, figurano:

  • Estensione indiscriminata dei luoghi di caccia: Il provvedimento mirerebbe a legalizzare l’attività venatoria in contesti finora tutelati, tra cui foreste demaniali, spiagge, valichi montani e persino terreni innevati, sollevando seri dubbi anche in termini di pubblica sicurezza.

  • Aumento delle specie cacciabili e declassamento tutele: Il testo amplierebbe l’elenco delle specie soggette a caccia, includendo animali come l’oca selvatica e il piccione, e ridurrebbe drasticamente il livello di protezione del lupo, una specie protetta di fondamentale importanza ecologica.

  • Lobby venatorie: L’accusa mossa dagli esponenti di Alleanza Verdi e Sinistra (presenti al presidio con figure come Angelo Bonelli, Luana Zanella e Francesco Emilio Borrelli) è che il DDL sia stato scritto sotto la “dettatura delle lobby venatorie più estremiste”, ignorando il parere della comunità scientifica.

A dare un peso ulteriore alla protesta è giunto un intervento di alto valore etico: una lettera di Papa Leone XIV indirizzata alla Lipu. Il Pontefice ha definito la tutela della natura “una questione di grande rilevanza sociale e morale”, esprimendo il proprio sostegno agli sforzi per fermare l’aumento della pressione venatoria.

Le parole del Papa, giunte in occasione dell’ottocentesimo anniversario della morte di San Francesco d’Assisi, sono state interpretate dal fronte ambientalista come un appello diretto alle coscienze dei parlamentari della maggioranza. “Il Santo Padre ha espresso una posizione di altissimo valore etico”, ha sottolineato Zanoni, auspicando che la parte più responsabile del centrodestra trovi il coraggio di dissociarsi da un provvedimento definito “scellerato”.

La giornata di mobilitazione, che ha visto unite sigle come WWF, Lipu, Legambiente, Lac, Lav e Oipa, conferma come il DDL 1552 non sia percepito solo come una disputa normativa, ma come una ferita aperta nel rapporto tra il Paese e il suo patrimonio naturale. Mentre la politica continua a discutere nelle aule del Senato, la società civile e il mondo ambientalista promettono di continuare “a fare le barricate dentro e fuori il Parlamento” per impedire che una visione predatoria dell’ambiente prevalga sulla tutela della biodiversità e dell’ecosistema, nell’interesse delle generazioni presenti e future.