Belluno, 13 giugno 2026 – Torniamo a parlare della vicenda dell’area ex Agip di Baldenich, poiché essa approda ufficialmente nelle aule del Tribunale Amministrativo Regionale. Dopo oltre due anni di mobilitazione civica, assemblee pubbliche e una serrata opposizione formale, Italia Nostra – con il pieno sostegno del Comitato di Quartiere Baldenich24 – ha depositato e notificato il ricorso al TAR del Veneto. Al centro della disputa legale c’è il progetto di riqualificazione dell’area e la variante urbanistica che ha trasformato quello che era destinato a verde pubblico in uno spazio a destinazione commerciale.
La posizione di Italia Nostra: «Vigilanza sul territorio»
Il ricorso nasce dalla volontà di sottoporre le scelte dell’amministrazione comunale al vaglio della giustizia amministrativa. Giovanna Ceiner, intervenendo a nome della presidente di Italia Nostra Belluno, Gisella Galatà, e del Consiglio Direttivo, ha precisato che l’iniziativa non nasce da una preclusione ideologica verso lo sviluppo, ma dalla necessità di tutelare il territorio.
«L’associazione ha ritenuto doveroso intervenire per garantire il rispetto della legalità e una pianificazione territoriale corretta», ha dichiarato Ceiner. «Non siamo contrari allo sviluppo a prescindere, ma vogliamo assicurarci che le trasformazioni urbanistiche avvengano nel rispetto delle norme e nell’interesse della collettività. Il nostro ruolo è quello di “sentinelle” affinché il bene comune e la legittimità amministrativa restino la bussola delle decisioni pubbliche».
La determinazione del Comitato Baldenich24
Dall’altro lato della barricata, il Comitato di Quartiere Baldenich24 vive questo momento come un passaggio fondamentale di un lungo percorso. Luigi Filippo Daniele, capofrazione e presidente del Comitato, ripercorre i passi compiuti finora: «Dal 2024 ci battiamo contro la costruzione del supermercato, convinti che le scelte di pianificazione debbano salvaguardare la qualità della vita dei residenti e l’equilibrio dell’area».
Nonostante le diverse forme di partecipazione democratica messe in atto – inclusa una petizione popolare con 800 firme, ben 1.400 firme a supporto di cinque osservazioni alla variante urbanistica e numerosi incontri pubblici – l’amministrazione non ha accolto le istanze dei cittadini. Il ricorso al TAR rappresenta dunque, secondo Daniele, «l’inizio di un percorso giudiziario complesso», reso possibile solo grazie alla sinergia con Italia Nostra.
Cosa succede ora?
Il Tribunale Amministrativo Regionale sarà chiamato ora a pronunciarsi nel merito delle contestazioni avanzate. Il ricorso solleva dubbi sulla legittimità della variante urbanistica che ha aperto le porte alla struttura commerciale a scapito del verde pubblico.
Per il quartiere di Baldenich si apre dunque una nuova fase: quella giudiziaria. Una pagina di cronaca locale che, ben oltre la questione urbanistica in sé, interroga ancora una volta la città di Belluno sul tema del coinvolgimento dei residenti nelle decisioni che ne cambieranno il volto futuro. La “piccola realtà civica”, come definita dai rappresentanti del Comitato, prosegue la sua battaglia, pronta a seguire con responsabilità ogni passaggio del procedimento legale.



