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Pride Belluno. Le precisazioni del Collettivo Reverse

A poche settimane dal Pride di Belluno sono apparsi alcuni articoli che ci coinvolgono. Ci sembra necessario spiegare la nostra posizione come Collettivo Reverse, ma anche come Casa dei Beni Comuni che ha reso possibile la costruzione del Belluno Pride sin dalla prima edizione, rendendolo un evento che non appartiene a un solo collettivo, ma il frutto della collaborazione e del supporto di tante altre realtà.

La manifestazione che avverrà questo sabato 13 giugno è stata organizzata con grande partecipazione comunitaria e impegno, abbiamo deciso di ricostruire un Pride dal basso, senza gli interessi dei privati e degli sponsor, con delle istanze ben precise: intersezionalità, antirazzismo, anticolonialismo, antiabilismo e antispecismo.

Abbiamo in passato scelto volutamente di non fare dichiarazioni sulla separazione tra il nostro collettivo Reverse e il Comitato CIAO perché rispettiamo che ognun*, con i propri strumenti e visioni, possa avere libertà di espressione e di lavoro sul proprio territorio.

Decidiamo ora di prendere parola per non lasciare un vuoto nella comunicazione comunitaria ed esprimere chiaramente le nostre istanze.

La divisione del Comitato CIAO e la nascita del Collettivo Reverse è avvenuta nel gennaio 2025. Questo fatto quindi non è accaduto da pochi mesi, ma le due realtà hanno deciso di intraprendere strade differenti da oltre un anno.

Questa divisione è stata a lungo dibattuta, ma si è ritenuta necessaria viste le modalità differenti di approccio all’attivismo e al pensiero critico. Riportare e spiegare, in questo momento, dinamiche complesse accadute un anno fa ci appare strumentalizzante nonché disorientante per chi si stesse interessando alle diverse iniziative organizzate.

Per noi, come collettivo Reverse, avere un posizionamento politico rispetto alle battaglie dell’oggi è un aspetto fondamentale. Non siamo dispost* a scendere a compromessi se si tratta di tralasciare intersezionalità, transfemminismo e anticolonialismo. Siamo persone discriminate e marginalizzate, e vogliamo usare ogni privilegio a noi rimasto per lottare per ogni comunità. Per non dividerci, per non escluderci, ma per lottare assieme.

Le lotte della nostra comunità si reggono sulle lotte fatte da attivist* ner*, trans e persone con disabilità. Sarebbe una grave mancanza di rispetto per tutte le lotte che ci hanno preceduto, credere di poter chiedere diritti solamente per la comunità LGBTQIA+ senza lottare per altre comunità minorizzate e marginalizzate. Per questo riteniamo fondamentale parlare sia delle problematiche del nostro territorio che di questioni globali e impossibili da ignorare come il genocidio in Palestina.

Le posizioni che abbiamo deciso di prendere nel nostro Manifesto sono imprescindibili per dare una visione più ampia delle difficoltà che stiamo attraversando in questo periodo storico.

Per integrità politica e morale, rispetto a quelle che sono le nostre istanze, abbiamo deciso collettivamente di non chiedere il patrocinio alle amministrazioni comunali perché non accettiamo di collaborare con partiti come Fratelli d’Italia e Lega che ci definiscono abomini, che non ci permettono di vivere le nostre relazioni e le nostre famiglie in libertà.

Non vogliamo appiattire ed edulcorare le nostre lotte semplicemente per avere il sostegno di partiti di destra che ora sono al potere.

La richiesta di confronto con le istituzioni non è chiusa ma richiede partecipazione attiva e ascolto, caratteristiche che ad ora non ci vengono garantite dal comune di Belluno.

Continuiamo, ad esempio, il nostro impegno di collaborazione con la Commissione Pari Opportunità di Pieve di Cadore: amministrazione che cerca realmente di incidere sull’inclusività in territori isolati.

Il lavoro di questi mesi del collettivo Reverse è frutto della frequentazione e della collaborazione continua con tutti gli e le abitanti della Casa dei Beni Comuni che da decenni portano avanti lotte per il mondo LGBTQIA+ in modo intersezionale.

Negli articoli sopracitati non vengono considerate le altre realtà queer storiche e pionieristiche che hanno attraversato la provincia di Belluno.

Nel 2013 venne creato Rovesci e Diritti, che lottò per ottenere il riconoscimento delle coppie di fatto nei diversi comuni del territorio (prima ancora della legge discriminante sulle unioni di civili dedicata infatti solo alle coppie omosessuali). Ha portato anche formazione legale e ha attraversato anche le istituzioni scolastiche oltre a creare momenti di comunità.

Mentre dal 2015 al 2019 a Feltre fu attiva La Stella Polare, comunità che arrivò a contare più di una sessantina di partecipanti e che si impegnò per organizzare momenti di confronto e sensibilizzazione.

Crediamo sia importante citare queste due realtà per conferire un quadro più completo della storia dei movimenti LGBTQIA+ bellunesi. La creazione di collettivi, la loro abilità di mutare ed ascoltare il presente e le fratture che ne possono derivare sono parte integrante della vita politica e comunitaria.

Non ci rammarichiamo di queste scissioni, né le riteniamo una perdita di forza dei diversi percorsi. Riteniamo invece importante dare valore alle nostre comunità nella loro interezza, non accettando posizioni transescludenti o che strumentalizzano le lotte transfemministe rendendole una questione di facciata.

Concludiamo affermando che sì, come molte altre realtà LGBTQIA+ in Italia, abbiamo deciso di fare delle scelte ben precise e posizionarci in maniera netta sulle questioni del presente. Perché il Pride prima di tutto è stata Rivoluzione, perché crediamo in uno spazio più sicuro in cui nessun* si senta esclus* da una gerarchia arbitraria di diritti ritenuti più o meno importanti.

Non vogliamo rimanere in silenzio di fronte ad ogni violenza, ogni oppressione: i nostri corpi sono la nostra rivoluzione.

Collettivo Reverse