«Sviluppo senza visione», denuncia Luigi Filippo Daniele. Sotto accusa l’impatto del nuovo PUA su traffico, ambiente e qualità urbana nell’asse di via Vittorio Veneto.
Belluno, 11 giugno 2026 – Il futuro urbanistico di Baldenich finisce un’altra volta nel mirino. A suonare il campanello d’allarme è Luigi Filippo Daniele, capofrazione, che ha depositato formali osservazioni al Piano Urbanistico Attuativo (PUA) relativo all’area ex Faena Marmi. Un intervento che, secondo Daniele, rischia di trasformarsi in un «collasso viario» per un quadrante della città già pesantemente sotto pressione.
Il fulcro della contestazione è l’impatto sulla mobilità di un asse, quello tra via Vittorio Veneto e via Tiziano Vecellio, che quotidianamente deve gestire circa 27 mila veicoli. Le stime contenute nella relazione trasportistica allegata al piano tratteggiano scenari critici: il nuovo insediamento commerciale e residenziale porterebbe circa 165 veicoli aggiuntivi all’ora nelle ore di punta, per un totale di 2.700 nuovi spostamenti giornalieri, di cui oltre il 90% su mezzo privato.
I numeri parlano chiaro: le simulazioni indicano aumenti dei tempi di percorrenza fino al 75% e un raddoppio delle code in punti nevralgici, come il tratto tra la rotonda dell’ex Agip e quella della Veneggia. «Siamo di fronte a un possibile collasso del sistema viario», avverte il capofrazione, sottolineando come non siano previsti interventi strutturali per potenziare la viabilità o il trasporto pubblico locale.
Non solo asfalto e code. Le osservazioni di Daniele mettono in discussione anche la qualità dell’intervento dal punto di vista sociale ed ecologico. Gli 882 metri quadrati di verde previsti vengono bollati come «verde di risulta», frammentati e privi di una reale funzione aggregativa per i cittadini.
Sotto la lente anche il calcolo degli standard urbanistici: Daniele segnala un’incongruenza nei parametri, con valori che oscillano tra i 5 e gli 8 metri quadrati per abitante, a fronte dei 9 metri previsti dalla normativa statale.
Il cuore della polemica, tuttavia, è di natura politica e strategica. Per Daniele, l’errore di fondo è la mancanza di un “Masterplan” complessivo (o City forming) per l’intera area del comparto “Belluno 2”.
«Ciò che sta accadendo lungo questo asse non ha precedenti nella storia recente della pianificazione cittadina», spiega il capofrazione. «Non siamo di fronte a un progetto, ma a una somma di operazioni – ex Agip, ex Faena Marmi, ex Bardin – che stanno ridisegnando un quadrante senza una visione organica». Il rischio, secondo la denuncia, è che il piano attuativo venga svuotato della sua funzione di garanzia, trasformandosi in un puzzle di interventi slegati che riduce il controllo pubblico sulla pianificazione.
Le richieste
Le osservazioni depositate chiedono una revisione sostanziale del PUA o, in subordine, l’adozione di correttivi stringenti: garanzie sull’unitarietà dell’intervento, l’adeguamento degli standard urbanistici, un vero potenziamento del trasporto pubblico e una verifica più approfondita dell’impatto del traffico.
Daniele lancia infine un appello ai cittadini: restare vigili su interventi definiti “di rigenerazione”, ma che rischiano di incidere negativamente sulla qualità della vita del quartiere. Il dibattito, con queste premesse, è destinato ad accendersi nelle prossime settimane.



