Piccoli Comuni presi in giro. Da un assurdo bando nazionale per le assunzioni. Culturalmente e istituzionalmente sbagliati, quasi incommentabili, fatti da chi non sa cosa sono i Comuni e i piccoli. Due avvisi specifici usciti da poco, diretti a una platea di oltre 5.000 municipi italiani per l’indizione di un concorso unico nazionale, hanno visto l’adesione di circa 80 Comuni: l’1,5% dell’intera categoria. Un bando assurdo, aperto ieri, mette a disposizione soltanto 178 posizioni a livello nazionale! Inutile e dannoso.
“Siamo alla frutta – evidenzia Marco Bussone, Presidente Uncem – Situazione pazzesca. Non si può lasciare l’intero onere degli stipendi delle nuove figure a carico dei bilanci comunali, già ridotti allo stremo, e pretendere di attrarre professionisti senza introdurre incentivi economici, di carriera o di welfare territoriale per chi sceglie di lavorare in queste realtà. Non si fanno questi bandi nazionali e non si fanno con questi numeri. È una presa in giro. La svolta che i piccoli Comuni attendono è un’altra. È una riforma che l’Italia non ha mai fatto e nessun Governo, preoccupato forse di dover pensare e pianificare, ha messo in campo negli ultimi 30 anni. Riformare veramente i livelli istituzionali, a partire dalle Regioni, Comuni, Province, Città Metropolitane. Ambiti dimensionati a prova di futuro, funzione fiscale chiara, funzioni da gestire chiare e finanziate, differenziate anche in base alla dimensione, lavoro obbligatorio insieme tra Enti sulle funzioni fondamentali, personale giovane e specializzato non su base comunale ma su base sovracomunale. Riforme. Pensiero. Volontà di cambiare, non di assumere, non di mettere a caso 178 persone. Scegliere il futuro vuol dire riforme. Ma i Partiri non ne parlano. Gli Enti locali sono lasciati alla deriva anche del dibattito politico, in nome di piccolo cabotaggio”.



