Martedì 9 giugno, la Rete Bellunese per la Pace organizza un presidio in Piazza Duomo per denunciare la crisi in Medio Oriente
Belluno, 05/06/2026 – Si alza la voce della società civile bellunese contro il conflitto in Medio Oriente. Martedì 9 giugno, alle ore 18.30, la Rete Bellunese per la Pace ha convocato un presidio in Piazza Duomo con un messaggio chiaro e perentorio: “Il silenzio è complice”.
La manifestazione intende accendere i riflettori su una crisi umanitaria di proporzioni catastrofiche, che sta colpendo duramente la popolazione civile, dalla Palestina fino al Libano.
L’appello degli organizzatori: “Dalla Palestina al Libano, basta complicità con Israele. Fermare le guerre è un imperativo morale.”
La situazione delineata dagli organizzatori descrive uno scenario di distruzione totale. A Gaza, due milioni di persone vivono in condizioni insostenibili, private di beni essenziali come acqua potabile, medicine e cibo.
Con le infrastrutture civili – scuole, ospedali e reti idriche – rase al suolo, il rischio di epidemie su larga scala si fa sempre più concreto, aggravato dall’imminente arrivo della stagione calda.
L’attenzione del presidio si estenderà anche al Libano, definito dalla Rete come “una seconda Gaza”.
Secondo i dati citati, il Paese dei Cedri è teatro di pesanti bombardamenti che non risparmiano aree civili e residenziali. La Rete fa riferimento alle denunce di Human Rights Watch sull’uso di bombe al fosforo bianco e al grido d’allarme di Medici Senza Frontiere, che descrive condizioni ospedaliere estreme e attacchi che
coinvolgono persino i soccorritori della Croce Rossa.
La Rete Bellunese per la Pace punta il dito contro l’indifferenza internazionale e l’ipocrisia dei paesi
“democratici”. “Mentre Israele prosegue impunito il suo obiettivo”, sostengono i promotori, “i governi
occidentali continuano in una politica di vendite di armi indiscriminata, chiudendo gli occhi davanti alle
violazioni del diritto internazionale”.
Il presidio vuole essere anche un richiamo solenne ai valori costituzionali. Richiamando l’articolo 11 della
Costituzione italiana, che ripudia la guerra come strumento di risoluzione dei conflitti, la Rete invita i
cittadini a non cedere all’apatia. “Manteniamo in vita lo spirito della nostra Carta Costituzionale”, è
l’esortazione finale, “diciamo basta a chi continua a investire nella distruzione e a ripudiare il dialogo,
spingendo i popoli verso il precipizio di un conflitto globale”.



