Feltre si conferma il polo di riferimento per l’interruzione volontaria di gravidanza (IVG)
A Belluno solo un ginecologo non obiettore
Belluno, 02/06/2026 – Accedere all’interruzione volontaria di gravidanza (IVG) in una provincia interamente montana come quella di Belluno non è solo una questione di applicazione della Legge 194, ma anche una sfida logistica e geografica.
Secondo gli ultimi dati ufficiali del 2025 della Regione Veneto, monitorati e validati fino a maggio 2026 tramite un’analisi metodica dei portali istituzionali, la mappa del diritto all’aborto nel Bellunese disegna uno scenario a due velocità, polarizzato tra l’efficienza del presidio di Feltre e la quasi totale paralisi del capoluogo. Nella provincia sono soltanto due gli ospedali autorizzati a effettuare l’IVG. Ma la reale disponibilità del servizio varia drasticamente a seconda della struttura a cui ci si rivolge, soprattutto per quanto riguarda la diffusione dell’aborto farmacologico (eseguibile in Veneto entro la 9ª settimana di gestazione) e la presenza di personale sanitario non obiettore.
Feltre: l’isola felice della sanità bellunese. L’Ospedale di Feltre si attesta come il vero e proprio pilastro per i diritti riproduttivi della provincia. I numeri parlano chiaro: su 12 ginecologi totali in forza al reparto, 7 sono non obiettori (oltre il 58%). Una percentuale che garantisce la piena continuità del servizio e che si riflette nella rapidità dei tempi di intervento. Nel corso dell’anno, Feltre ha registrato 130 aborti farmacologici (effettuati tramite la combinazione di Mifepristone/RU486 e Misoprostolo), una cifra che copre virtualmente la totalità delle richieste interne ed esprime una propensione all’uso dei farmaci rispetto alla via chirurgica che sfiora il 93%. Il presidio feltrino brilla anche per la tempestività: sono ben 95 le interruzioni di gravidanza eseguite entro le prime 8 settimane di gestazione, riducendo al minimo i tempi di attesa e i conseguenti rischi per la salute della donna.
Belluno capoluogo: un servizio ridotto al lumicino. Diametralmente opposta è la situazione all’Ospedale San Martino di Belluno. Nel capoluogo, la quota di ginecologi non obiettori è ridotta a una sola unità (1 solo medico disponibile). Questa estrema carenza di personale non obiettore rende la struttura strutturalmente fragile e costringe la stragrande maggioranza delle donne del comprensorio settentrionale e cadorino a lunghi spostamenti verso Feltre o verso altre province del Veneto. Tant’è che per l’ospedale di Belluno i dati relativi ai volumi di IVG farmacologiche e alla tempestività degli interventi risultano marginali o non pervenuti, segnalando una criticità assistenziale che dura da anni. Il contesto regionale e l’importanza della prevenzione.
Guardando oltre i confini provinciali, il Veneto mostra un trend di crescita nell’accesso all’aborto medico: a livello regionale, i ginecologi non obiettori sono saliti a 212 e le IVG farmacologiche rappresentano ormai il 68% del totale dei casi. A livello locale, emerge inoltre il ruolo fondamentale della rete territoriale: il 57,1% dei certificati necessari all’IVG a Feltre viene rilasciato dai Consultori familiari pubblici, presidi fondamentali per l’orientamento e l’assistenza psicologica e medica.
Il consiglio degli esperti: “Chiedere sempre l’urgenza”. I dati epidemiologici nazionali dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) e dell’Istat ricordano che un aborto farmacologico (entro i 63 giorni) o chirurgico (entro i 90 giorni) è una procedura medica a bassissimo rischio, ma la tempestività è tutto. Per questa ragione, le associazioni di supporto e le reti come Non Una Di Meno consigliano alle donne di richiedere sempre il “Certificato d’Urgenza” al medico o al consultorio. Senza la dicitura di urgenza, infatti, la legge 194 impone una pausa di riflessione obbligatoria di 7 giorni, un tempo che in una realtà geograficamente complessa come quella bellunese può fare la differenza tra l’accesso a un percorso farmacologico, meno invasivo, e la necessità di un intervento chirurgico.
I dati presentati in questo articolo, elaborati dal portale https://www.kensan.it provengono dalle rilevazioni ufficiali del portale IVG della Regione Veneto (aggiornamento maggio 2026), integrati con i dati statistici nazionali ISS e ISTAT 2024 relativi ai certificati consultoriali e ai flussi di mobilità sanitaria.



