Il prezzo delle scorciatoie
Il sito Techy, specializzato in tech, AI e startup, riporta oggi un interessante articolo dal titolo ‘Finiremo tutti come delle “rane bollite” per colpa dell’AI’ a firma di Filippo Lusini, dove racconta dell’esperimento effettuato da un gruppo di ricercatori della UCLA, MIT, Carnegie Mellon e Oxford sull’uso dell’intelligenza artificiale nella vita quotidiana.
All’esperimento hanno partecipato 1.200 persone, chiamate a risolvere problemi di matematica e comprensione del testo. A 600 di loro venne data la possibilità di utilizzare l’intelligenza artificiale GPT-4 durante la prova. Ma improvvisamente tale opzione venne bloccata.
Ebbene, il risultato fu sconcertante. Coloro che avevano iniziato a utilizzare l’AI, una volta privati dello strumento, non solo consegnò il test con più errori rispetto ai loro colleghi che non disponevano della tecnologia AI. Ma addirittura alcuni rinunciarono a provarci.
I ricercatori universitari hanno chiamato questo meccanismo “effetto rana bollita”, dalla storia attribuita al filosofo Noam Chomsky, e la metafora della rana che, immersa in acqua fredda e riscaldata lentamente, non percepisce il pericolo e muore bollita.
Cadere in questa zona di comfort rappresentata dall’AI rinunciando a superare gli ostacoli con le proprie forze, insomma, nel tempo ridurrebbe la capacità del cervello di affrontare quei problemi in autonomia. Con l’effetto di produrre una società rinunciataria, facilmente condizionabile.
L’esperimento insegna che occorre reagire prontamente ai piccoli segnali di peggioramento, prima che l’adattamento (la “bollitura”) arrivi a un punto di non ritorno.
Roberto De Nart
