A Palazzo Rettori le celebrazioni per il 174° anniversario della Fondazione. Inaugurato un monumento ai caduti: «Un segno tangibile per chi ha dato la vita per questo territorio».
Belluno, 10aprile 2026 – Un bilancio che va oltre i numeri, segnato dal successo della sicurezza ai Giochi Olimpici e da un profondo senso di appartenenza alla comunità. Quest’oggi, nella cornice della Sala di Palazzo Rettori, la Polizia di Stato di Belluno ha celebrato il suo 174° anniversario. Un appuntamento che il Questore Roberto Della Rocca, davanti alle massime autorità civili, militari e religiose, ha voluto trasformare in un momento di riflessione sul valore del servizio e sulla memoria.

Il momento più toccante dell’intervento del questore è stato l’annuncio dell’inaugurazione di un monumento dedicato ai caduti della Polizia di Stato, posizionato proprio davanti alla Questura. Un’opera fortemente voluta dal Questore Della Rocca e realizzata dallo scultore veronese Alessandro Mutto.
«Era una promessa fatta al mio arrivo – ha spiegato Della Rocca – un segno tangibile del ricordo quotidiano che dobbiamo a chi ha perso la vita in servizio. Il vuoto della sagoma in acciaio verrà colmato dal riflesso dei cittadini e dei bambini che vi passeranno davanti: la loro mancanza è colmata dalle generazioni che hanno preservato».
Il discorso ha inevitabilmente toccato il tema dei grandi eventi sportivi che hanno visto Belluno protagonista. Il Questore non ha nascosto la fatica di un anno “stressante ma stimolante”, dominato dalla macchina organizzativa delle Olimpiadi.
«Le Olimpiadi hanno prosciugato energie, ma i risultati sono stati esaltanti in ogni settore, dalla prevenzione al soccorso alpino», ha dichiarato, sottolineando la complessità logistica (come la ricerca degli alloggi per i rinforzi) risolta grazie alla sinergia con Prefettura, Provincia e Camera di Commercio. La gestione dei 1.000 uomini di rinforzo ha garantito un clima di sicurezza percepito a livello internazionale: «Nell’ordine pubblico il successo si misura quando non succede nulla. Questo silenzio è il frutto di un anno di lavoro intenso».
Non è mancato un monito rivolto alle nuove generazioni. Della Rocca ha invitato a “tenere le antenne alzate” di fronte al disagio giovanile e agli episodi delittuosi che iniziano a interessare anche la provincia dolomitica: «Intercettiamo i disagi, ascoltiamo i ragazzi prima che sia tardi». Un invito alla collaborazione tra famiglie, scuole e istituzioni, bilanciato dalla presenza in sala degli studenti del Liceo Musicale Renier, portati come esempio di “gioventù sana e virtuosa”.
Il Questore ha ringraziato l’intero “sistema Belluno”, definendo la squadra istituzionale composta da Prefetto, magistratura e altre forze dell’ordine come un gruppo caratterizzato dalla «caparbietà tipica della gente di montagna».
In chiusura, un ringraziamento speciale ai 277 operatori tra Questura, Commissariato di Cortina e Specialità: «Vi ho chiesto tanto, ma mi avete dato di più. Non l’avete dato a me, ma a tutti i cittadini di questa provincia».
