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Belluno, tra cronaca nera e storia: tre “cold case” del Novecento venerdì all’Hotel Dante

Ponte nelle Alpi, 6 aprile 2026 – Un viaggio a ritroso nel tempo, tra le pieghe oscure della cronaca nera bellunese del secolo scorso.

Venerdì 10 aprile, alle ore 18:00, la sala dell’Hotel Dante in località La Secca di Ponte nelle Alpi ospiterà una serata dedicata alla ricostruzione storica e giudiziaria di tre delitti che hanno segnato il territorio.

All’incontro sarà presente Roberto De Nart, giornalista e autore dei tre libri, che dialogherà con l’avvocato Anna Polifroni, del Foro di Belluno, per svelare i dettagli emersi dalle sue ultime ricerche bibliografiche e d’archivio.

Non si tratta di semplici romanzi, ma di un lavoro di ricostruzione storica. De Nart ha riportato alla luce queste vicende analizzando gli atti processuali del Tribunale di Belluno, consultando i documenti dell’Archivio di Stato di Venezia e spulciando le cronache dei quotidiani dell’epoca. Il risultato è una trilogia della memoria che restituisce dignità alle vittime e analizza le dinamiche sociali del passato.

I tre casi al centro del dibattito

Il percorso narrativo proposto dall’autore si articola attraverso tre vicende simbolo del Novecento bellunese:

“La signora con due pistole” (Alleghe, 1922): Molto più di un fatto di sangue. È la storia di una donna esasperata che, dopo anni di vessazioni, umiliazioni e silenzi imposti, trasforma la violenza nell’ultimo, tragico strumento di ribellione.

“L’inquietante morte di Lea Luzzatto” (Belluno, 1946): Un mistero irrisolto che ancora oggi solleva dubbi. La giovane professoressa fu trovata senza vita nella gelida notte del 17 dicembre. Fu una fatalità o un omicidio? Il racconto ripercorre le tappe di un processo che ha lasciato aperte molte ferite e perplessità nella comunità bellunese.

“Omicidio di Emma Canton” (Sant’Antonio di Tortal, 1933): Una vicenda di sconcertante attualità. Nella notte del 5 febbraio 1933, la giovane Emma fu vittima della furia dell’ex fidanzato. Un delitto efferato che, a distanza di quasi un secolo, presenta le medesime dinamiche e la stessa spietatezza di quelli che oggi definiamo tristemente femminicidi.

Un appuntamento con la memoria

L’appuntamento di venerdì rappresenta un’occasione unica per riflettere su come la violenza di genere e i misteri giudiziari abbiano attraversato le epoche, restando spesso immutati nella loro tragicità. L’ingresso è aperto al pubblico interessato ad approfondire una pagina di storia locale che, grazie ai tre libri pubblicati smette di essere solo “polvere d’archivio” per diventare cronaca viva.

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