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Finanza armata e nuovi arsenali: a Belluno il convegno sulla “via europea alla guerra”

Giovedì 9 aprile, esperti e associazioni si confrontano sul vertiginoso aumento della spesa militare e sul ruolo dei mercati finanziari nel riarmo strutturale dell’UE.

Belluno – Mentre il panorama internazionale appare sempre più dominato dalla logica delle armi, un folto cartello di associazioni bellunesi lancia un momento di riflessione critica sul “cambio di paradigma” che sta trasformando l’economia e la società europea. Giovedì 9 aprile 2026, alle ore 20:15, la Sala Eliseo Dal Pont “Bianchi” in viale Fantuzzi ospiterà la conferenza dal titolo: “FINANZA ARMATA E RIARMO: la via europea alla guerra”.

I numeri del riarmo: 800 miliardi entro il 2030

L’appuntamento nasce dall’esigenza di analizzare dati senza precedenti: i Paesi dell’Unione Europea hanno approvato un piano di investimenti militari da 800 miliardi di euro entro il 2030. Una cifra che si inserisce nel contesto NATO, i cui Stati membri si preparano a spendere 6.800 miliardi di euro nei prossimi dieci anni. Si tratta di un impegno economico 10 volte superiore a quanto stanziato globalmente per il contrasto al cambiamento climatico, segnando il passaggio a un “riarmo strutturale” che influenza norme, finanza e informazione.

Il ruolo dei mercati e della “finanza etica”

Uno dei nodi centrali del dibattito riguarderà il coinvolgimento dei grandi fondi d’investimento (come BlackRock), banche e assicurazioni nella produzione di armamenti. Il paradosso evidenziato dagli organizzatori è che spesso i risparmi dei cittadini finiscono in fondi classificati come “sostenibili” (ESG) che però includono produttori di armi, persino nucleari o al fosforo bianco.

Gli interventi

La serata, moderata e animata da esperti del settore, vedrà tre relazioni principali:

Simone Siliani (Direttore Fondazione Finanza Etica): approfondirà il legame tra mercati finanziari, guerra e le alternative offerte dalla finanza etica.

Paolo Valenti (Giornalista de lavialibera): analizzerà l’impatto economico e sociale del riarmo, con particolare attenzione ai tagli alla spesa sociale (sanità, istruzione) che ne derivano.

Elena Ciccarello (Direttrice de lavialibera): interverrà sul delicato tema delle “università al servizio del riarmo”, esplorando la militarizzazione della ricerca civile.

Una rete per la pace

L’evento è promosso da una vasta rete di realtà locali, a dimostrazione della trasversalità del tema: Acli, ANPI, Insieme si può, AVS, CGIL, FIOM, Gas El Ceston, Banca Etica (GIT BL-TV), Libera, M5S, Pace & Disarmo, Samarcanda e SPI-Cgil.

«La via della pace deve partire dalla razionalità e dalla diplomazia», spiegano i promotori, invitando la cittadinanza a interrogarsi su cosa possano fare i cittadini di fronte a una deriva che sembra privilegiare il profitto bellico alla sicurezza comune e alla dignità dei popoli.

L’incontro di Belluno sarà replicato il giorno successivo a Treviso.

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