Documenti contraddittori, risposte ritenute evasive e incognite sul futuro del personale: il gruppo di opposizione guidato da Milena De Zanet chiede chiarezza sulla gestione dell’assistenza domiciliare e della casa di riposo.
Limana, 27/03/2026 – Un “paradosso amministrativo” che rischia di lasciare i servizi sociali del Comune in una fitta nebbia. È questa la denuncia che arriva dai banchi della minoranza di Oltre Limana, che ha depositato una nuova e urgente interrogazione per fare luce sulla gestione del welfare locale e sul coordinamento tra l’Amministrazione Talo e la sua società partecipata, l’Azienda Speciale “Limana Servizi”.
Al centro della polemica c’è una discrepanza tra i documenti contabili e programmatici dei due enti. Secondo quanto emerso nell’ultimo Consiglio comunale di dicembre, il Piano Programma della Limana Servizi fissa per il 2026 l’obiettivo di assumere la gestione diretta dei servizi domiciliari e dell’assistente sociale. Tuttavia, nel Documento Unico di Programmazione (DUP) del Comune di Limana, non vi sarebbe traccia di questo passaggio di consegne.
«Com’è possibile che gli atti programmatori del Comune non recepiscano questa transizione?» si chiede la capogruppo Milena De Zanet. «Le risposte dell’Assessore Dalla Cort sono state carenti ed evasive. Abbiamo la netta sensazione che manchi un coordinamento reale o, peggio, che la maggioranza non eserciti il necessario controllo sulla sua Azienda Speciale».
L’interrogazione punta il dito anche sul futuro dei dipendenti. Se il servizio passerà alla Limana Servizi, quale sarà il destino dei lavoratori comunali attualmente in forza all’Ufficio Servizi Sociali? L’opposizione chiede di sapere se il personale sia stato coinvolto nelle scelte e se sia previsto un passaggio di organico o un cambio di mansioni, sottolineando la delicatezza di uffici che trattano quotidianamente con le fragilità del territorio.
A preoccupare ulteriormente il gruppo Oltre Limana è la situazione interna alla stessa Azienda Speciale, che gestisce il Centro Servizi per l’Anziano “C. Testolini”. I documenti previsionali indicherebbero infatti una riduzione di ben 7 lavoratori entro il 2026.
I consiglieri di minoranza hanno presentato una seconda richiesta di chiarimenti focalizzata su:
-
Gestione dei turni e delle assenze.
-
Ricorso a collaboratori esterni.
-
Qualità del servizio.
«Dopo i forti aumenti delle rette applicati nel 2025 – conclude De Zanet – sarebbe inammissibile che la qualità dell’assistenza ai nostri anziani diminuisse a fronte di un calo del personale dipendente. Vogliamo dati precisi: i cittadini hanno il diritto di sapere come verranno spesi i loro soldi e chi si prenderà cura delle famiglie».
L’Amministrazione comunale sarà ora chiamata a rispondere ufficialmente in aula ai dubbi sollevati, in un clima che si preannuncia teso sul fronte delle politiche sociali.
