Dura presa di posizione dell’opposizione: «Gettati al vento 50mila euro. Il rischio è che l’area resti un cantiere degradato per anni. Manca una visione per il post-Olimpiadi 2026»
Auronzo di Cadore, 22/03/2026 – Lo Stadio del Ghiaccio di Auronzo di Cadore torna al centro del dibattito politico, e i toni si fanno roventi. In un comunicato al vetriolo, i consiglieri di minoranza puntano il dito contro la Giunta in carica, accusandola di “brancolare nel buio” e di gestire con approssimazione uno dei nodi cruciali per lo sport e il turismo del paese.
Secondo l’opposizione, l’attuale amministrazione avrebbe operato scelte contraddittorie che pesano sulle casse pubbliche. Sotto accusa c’è, in particolare, la decisione di revocare l’incarico a un professionista bellunese per affidare un nuovo studio di fattibilità a una ditta fuori regione.
«Sono stati letteralmente gettati al vento circa 50.000 euro di denaro pubblico – denuncia la minoranza – ovvero il costo dello studio precedente. Dopo quattro anni di annunci, ci ritroviamo ancora senza una programmazione chiara».
Il punto di rottura riguarda l’imminente avvio dei lavori di smantellamento. L’opposizione contesta la scelta di procedere alla demolizione della struttura attuale senza che, a loro dire, vi sia un progetto esecutivo e definitivo pronto per la ricostruzione. Il timore espresso è che l’area possa trasformarsi in una «ferita aperta» nel tessuto urbano: un cantiere infinito e una zona degradata proprio mentre il territorio si prepara alla vetrina internazionale delle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026.
Nel 2021 la precedente Amministrazione Pais Becher aveva ottenuto un finanziamento di 4 milioni di euro dai Fondi dei Comuni di Confine (FCC). Quel piano prevedeva un masterplan ambizioso: non solo lo stadio, ma anche la copertura dei campi da tennis e un centro benessere, con l’obiettivo di accreditare Auronzo come sede di allenamenti olimpici. «L’attuale amministrazione non ha voluto seguire quella strada – incalzano i consiglieri – e oggi ci chiediamo: con quali fondi verrà pagata la demolizione? Ma soprattutto, quale vantaggio trarrà la cittadinanza da una scelta che sembra voler solo screditare il lavoro di chi c’era prima?».
La minoranza rievoca anche un Consiglio Comunale della primavera 2025, durante il quale il Sindaco avrebbe risposto in modo vago sulle prospettive dell’area, citando diverse possibilità (campi da padel, palestre, centri benessere) senza tuttavia definire una strategia univoca.
Le domande poste dall’opposizione restano sul tavolo, in attesa di una replica ufficiale della Giunta:
A quanto ammonta il costo reale della demolizione?
Come si può demolire senza un progetto definitivo per il “dopo”?
Per quanti anni Auronzo rimarrà senza una struttura per gli sport del ghiaccio?
Il clima politico sotto le Tre Cime resta teso: la sfida per il futuro dello sport auronzano è appena iniziata.



