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Il Parco per il CAI di Feltre: Dal 1999 erogati oltre 420.000 euro per sentieri, rifugi e promozione

Fin dalla sua istituzione l’Ente Parco collabora attivamente con il Club Alpino Italiano attraverso un protocollo nazionale e specifiche convenzioni con le sezioni locali, per sostenere economicamente le attività del sodalizio in particolare, ma non solo, quelle di manutenzione della rete sentieristica e di manutenzione e adeguamento strutturale dei rifugi.

“La collaborazione tra il Parco Nazionale e le sezioni del CAI – dichiara il Commissario del Parco, Ennio Vigne – è da sempre stretta e costruttiva. Un legame particolarmente significativo è quello con la sezione di Feltre, che gestisce 2 dei 6 rifugi presenti all’interno dell’area protetta e che ha sede nella stessa città che ospita gli uffici centrali del Parco. Tra il 1999 e il 2025 – prosegue Vigne – il Parco ha stanziato ed erogato fondi al CAI di Feltre per un importo complessivo che supera i 420.000 euro, un segno concreto che l’impegno del Parco non si limita alle enunciazioni di principio, ma si traduce quotidianamente e costantemente in sostegno finanziario, al quale si affianca il contributo fornito dall’Ente in termini di informazione, formazione, fornitura di materiali promozionali, organizzazione di eventi che promuovono le attività del CAI e del Parco a livello nazionale ed internazionale”
Il sostegno fornito dal Parco alla sezione del CAI di Feltre ha una storia lunga quanto quella dell’area protetta ed è iniziato nel 1999, quando il Parco finanziò la ristrutturazione del rifugio Dal Piaz per un importo di oltre 155.000 €.

Nel 2001, nell’ambito del grande progetto “Parco Fossil Free”, nato per promuovere l’uso delle energie rinnovabili, il Parco finanziò interventi per oltre 35.000 euro al rifugio Dal Piaz e per quasi 73.000 euro al rifugio Boz, entrambi gestiti dalla sezione feltrina del CAI.
Nel 2009 gli stessi rifugi beneficiarono dal Parco di contributi per 15.000 euro, utilizzati per riparare i danni dovuti alle forti nevicate dell’inverno precedente.
Il sostegno del Parco riguarda anche interventi “immateriali”: è il caso del cofinanziamento, per 25.000 euro, del progetto, coordinato dal CAI di Feltre, per realizzare l’Alta Via Dolomiti Bellunesi, un grande percorso che permette di attraversare il Parco Nazionale da est ad ovest.
Una delle attività del CAI fondamentali per garantire la fruizione della montagna è certamente la manutenzione dei sentieri; tra il 2018 e il 2025, attraverso specifici accordi di collaborazione annuali, i Parco ha cofinanziato queste attività, nel settore feltrino, per quasi 67.000 euro complessivi.

Tra il 2021 e il 2025 l’Ente di piazzale Zancanaro è riuscito ad ottenere dal Ministero dell’Ambiente fondi straordinari per la manutenzione della rete sentieristica per quasi 240.000 euro, di questi 45.000 sono stati destinati alla sezione del CAI di Feltre.
“Il più recente esempio di collaborazione tra il Parco Nazionale e la sezione del CAI di Feltre – precisa il Commissario Ennio Vigne – è il progetto “Sentieri accessibili: un Parco per tutti”. Un’attività realizzata nell’ambito della Carta Europea per il Turismo Sostenibile, grazie alla quale i volontari del CAI di Feltre hanno mappato i sentieri percorribili con la joelette: la carrozzina monoruota che consente a chi ha disabilità motorie di percorrere, con l’assistenza di operatori adeguatamente formati, sentieri accidentati. Gli stessi volontari hanno anche curato un servizio di accompagnamento per persone disabili, che hanno così potuto visitare il Parco, realizzando così un progetto di grande rilievo sociale, presentato di recente sia presso il Museo M9 di Mestre che in occasione delle Paraolimpiadi di Cortina e sostenuto dal Parco con un contributo di 6.000 euro”.

“Siamo convinti – conclude il Commissario – che la collaborazione tra l’Ente Parco e il mondo del volontariato, e del CAI in modo particolare, sia fondamentale per promuovere i nostri territori e garantirne una fruizione sicura e consapevole; i fondi stanziati e le attività congiunte realizzate in questi anni ne sono la prova concreta”.

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