Venezia, 19 marzo 2026 – Il presidente del Veneto Alberto Stefani ricorda così Umberto Bossi, scomparso oggi all’età di 84 anni: “Con profondo dolore ho appreso della scomparsa di Umberto Bossi, fondatore e anima della Lega, uomo che ha saputo interpretare come pochi l’identità e le aspirazioni dei nostri territori. Bossi è stato un visionario: ha creduto con forza, quando pochi lo facevano, in un’Italia fondata sull’autonomia, sul federalismo, sull’identità e sul rispetto delle comunità locali. Se la politica ha dovuto affrontare una ‘questione settentrionale’, in buona parte è stato merito della voce roca di Umberto che ne è stato il megafono. Se oggi in Italia c’è una coscienza federalista diffusa, a cominciare da quella che si identifica nell’autonomia differenziata, è merito dell’impegno di chi come Bossi ha visto più lontano di altri”.
“Umberto era un guerriero di razza, un sognatore che come nessun altro già negli anni ’80 ha imposto i temi del Nord. A questo Nord ha dato finalmente voce e ha costruito, con Bobo Maroni e pochi coraggiosi, un Movimento capace di trasformare quelle istanze in battaglie politiche concrete, cambiando per sempre il dibattito istituzionale del nostro Paese. Ci eravamo sentiti a Natale, per gli auguri e uno scambio di regali. Il suo ultimo gesto di generosità nei miei confronti, insieme ad un incoraggiamento, è stato il dono di un quadro”.
“Ricordo come se fosse ieri il nostro primo incontro: era accaduto al primo comizio a cui partecipavo da ragazzo. La sua determinazione, il suo coraggio e la sua capacità di parlare direttamente alla gente erano e restano un esempio per tutti noi che oggi amministriamo seguendo quelle idee che, come diceva sempre, camminano sulle gambe degli uomini. Di certo ha sempre impiegato ogni sua forza per interpretare la volontà degli elettori in cui vedeva quel popolo a cui sentiva visceralmente di appartenere”.
“Oggi perdiamo un leader, ma il suo insegnamento continuerà a vivere nelle nostre idee e nel nostro impegno quotidiano per un’Italia più autonoma, più giusta e più vicina ai cittadini. Alla sua famiglia, ai suoi affetti e a tutta la comunità che ha ispirato va il mio più sincero cordoglio”.
Cisano Bergamasco BG, 20 marzo 2026 – Roberto Castelli dichiara: “Umberto Bossi ci ha lasciato. Pur nel tumulto dei sentimenti è nostro dovere meditare su che egli sia stato in quale retaggio ci lascia. Egli ha segnato profondamente la vita non solo politica dei padani prima e di tutto il Paese poi. Ha svegliato le nostre coscienze ci ha insegnato che un cittadino, un popolo non possono dimenticarsi delle proprie radici; ha evidenziato le storture dell’assetto centralistico dello Stato che ha caratterizzato l’intera storia da Repubblica italiana.
Insieme e sotto la sua guida abbiamo inseguito un sogno la libertà dei popoli padani abbiamo combattuto lottato vissuto momenti esaltanti ma anche sconfitte e grandi errori, ma come diceva lui “mai mulà tegn dur”.
La storia non si fa con i se e con i ma, di certo se la malattia non lo avesse così duramente colpito e piegato oggi l’Italia sarebbe diversa. Oggi il vento della storia soffia contro le idee di autonomia di autogoverno dei popoli. Quella che fu La Lega Nord per l’indipendenza della Padania è stata sostituita da un partito centralista con venature meridionalistiche e oggi nessuno in Parlamento a Roma ha a cuore i legittimi interessi del Nord.
La Questione Settentrionale è stata dimenticata senza capire che se non verrà risolta l’intera Italia andrà in rovina. Sono fermamente convinto allora che chi gli è stato vicino per tutta una vita, chi non ha mai tradito, anche e soprattutto in questi momenti bui, ha il dovere ineludibile di tenere accesa la fiamma dell’Autonomia, dell’identità e dell’Autogoverno.
Lo dobbiamo a noi stessi, alle generazioni future e anche e soprattutto a Umberto Bossi senza il quale questo modeste parole non sarebbero state neanche scritte.
Il Partito Popolare del Nord è nato per dare futuro e slancio a questa visione, e la morte di Bossi getta un seme in una terra feconda, un seme dal quale nascerà una pianta vigorosa, su questo non ho dubbi. Il Partito Popolare del Nord affronta la sfida e politica e intellettuale di formulare politiche tese al raggiungimento di questi traguardi, essendo il contesto politico italiano ed europeo molto diverso rispetto all’Italia degli Anni Ottanta.
Onorando la memoria di Umberto, il Partito Popolare del Nord proseguirà il suo cammino nella vita democratica del Paese
