Setteville, 18/03/2026 – Il futuro dello stabilimento Edim (Gruppo Bosch) di Setteville è sospeso a un filo, stretto tra l’ombra della cassa integrazione e la speranza di una cessione lampo. L’incontro tenutosi oggi, 18 marzo 2026, ha delineato un quadro di estrema urgenza: il tempo delle ipotesi sta per scadere e la data del 5 maggio — termine della Composizione Negoziata della Crisi (CNC) — appare come un orizzonte invalicabile.
Produzione ferma e redditi a rischio
La notizia più immediata e dolorosa per le maestranze riguarda lo stop ai macchinari. A causa di un drastico calo degli ordinativi, l’azienda ha confermato che dal 30 marzo scatterà un ricorso massiccio alla Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria (CIGS).
Il provvedimento si tradurrà in una lunga fermata produttiva che inizierà con le festività pasquali, lasciando centinaia di famiglie in una condizione di precarietà economica. Una scelta definita “tecnicamente necessaria” dalla proprietà, ma accolta con durezza dai sindacati per l’impatto sociale devastante che avrà sul territorio.
Tre acquirenti alla porta
Sul fronte delle trattative industriali, tuttavia, si apre uno spiraglio. Bosch ha ufficializzato l’interesse di tre potenziali acquirenti. Tra questi, un soggetto sarebbe già in una fase di interlocuzione “molto avanzata”, anche se le verifiche di rito sono ancora in corso. La riuscita della vendita non è solo l’auspicio dell’azienda, ma l’unica condizione posta dalle parti sociali per evitare il collasso definitivo del sito.
Il fronte sindacale: “No a un parcheggio sociale”
FIM CISL e FIOM CGIL di Belluno hanno reagito con determinazione, alzando i toni del confronto. Pur riconoscendo la crisi degli ordini, i sindacati rifiutano l’idea che la CIGS diventi un ammortizzatore passivo:
“Pretendiamo che questo tempo venga usato proficuamente per chiudere la vendita, e non come un semplice ‘parcheggio’ della forza lavoro,” dichiarano le sigle sindacali. “Il sacrificio economico imposto alle famiglie è pesante. Non siamo disposti a valutare alcuno scenario che non preveda la piena continuità produttiva e occupazionale.”
La richiesta è chiara: la cessione deve garantire il 100% degli occupati. I sindacati hanno inoltre chiesto alla direzione aziendale un “cambio di passo” nella trasparenza dei dettagli, sollecitando un aggiornamento risolutivo per i primi di aprile.
Verso il rush finale di maggio
Con la scadenza della procedura di crisi fissata al 5 maggio, le prossime settimane saranno decisive. La Direzione Aziendale è ora chiamata a trasformare le manifestazioni d’interesse in un piano industriale solido, prima che la tensione sociale e il logorio dell’incertezza diventino insostenibili per la comunità di Setteville.
