Belluno, 18/03/2026 – Hanno preso il via nei giorni scorsi le operazioni di riempimento del nuovo bacino del Nevegal, passaggio necessario per il collaudo idraulico previsto dalla normativa vigente. Con l’avanzare della stagione del disgelo e grazie alle recenti e abbondanti precipitazioni, è stato possibile avviare l’immissione dell’acqua sfruttando la risorsa in quota della sorgente dello Schiara. Il riempimento avviene attraverso il troppo pieno del serbatoio di Col dei Pez e tramite un’apposita condotta di alimentazione. “Con l’avvio del riempimento entriamo in una fase decisiva – sottolinea il sindaco Oscar De Pellegrin –. È un’opera strategica per la sicurezza e il turismo del nostro Colle, un’infrastruttura che rafforza la capacità di risposta del territorio in caso di emergenze, ma allo stesso tempo sostiene lo sviluppo di questa parte del territorio, in particolare per quanto riguarda la stagione invernale. Interveniamo in un’area segnata da Vaia, restituendole una funzione utile e concreta per la comunità”.
L’OPERA
L’intervento riguarda il nuovo bacino di accumulo a cielo aperto realizzato in località “La Grava”, opera con una capacità di invaso di circa 28.600 metri cubi. La struttura è stata costruita mediante importanti movimenti terra, sia in scavo sia in riporto, per la formazione dei paramenti interni ed esterni, ed è caratterizzata da una superficie completamente impermeabilizzata e protetta con uno specifico sistema di rivestimento.
Con afflusso idrico costante si conta entro il mese si aprile di completare il riempimento del bacino e procedere poi alle verifiche idrauliche di tenuta del bacino stesso e di tutte le opere idrauliche connesse. “I tempi inizialmente delineati sono stati rispettati – commenta il vice sindaco e assessore ai lavori pubblici, Paolo Gamba -, ora manca il collaudo per arrivare a chiudere la partita del Pnrr entro giugno. Un grazie a tutti gli uffici e alla ditta per il grande lavoro di squadra”.
L’opera è stata realizzata in località La Grava, a ridosso della pista “Raccordo Col dei Pez” e nelle vicinanze dell’omonimo rifugio, a circa 1.200 metri di quota. L’area, interessata in passato dagli effetti della tempesta Vaia, è stata oggetto di recupero e riqualificazione.
Il bacino avrà una capacità di invaso di circa 28.640 metri cubi e sarà utilizzato principalmente per due funzioni: garantire una riserva idrica in caso di incendi e supportare l’innevamento programmato durante la stagione invernale.
La struttura è una vasca a cielo aperto completamente impermeabilizzata, dotata delle opere necessarie al funzionamento e alla sicurezza: tunnel ispezionabile con locale tecnico, sfioratore di superficie, canalette di guardia, sistemi di dissipazione e restituzione delle acque, oltre alla recinzione perimetrale. Realizzata anche una viabilità di servizio per l’accesso all’area.
L’intervento ha comportato movimenti terra rilevanti, con oltre 19 mila metri cubi tra scavo e riporto su una superficie complessiva di circa 13 mila metri quadrati. Il bacino è inoltre collegato alle infrastrutture esistenti di Col dei Pez, da cui proviene l’approvvigionamento idrico.
