Belluno, 17/03/2026 – Il brusco cambiamento del profilo urbano in Piazzale Vittime di via Fani, a Cavarzano, non è passato inosservato. L’intervento di abbattimento radicale delle alberature che caratterizzavano l’area di sosta ha sollevato preoccupazioni immediate tra i residenti e i rappresentanti politici locali. A farsi portavoce del malumore è il Partito Democratico Oltrardo-Cavarzano, che chiede chiarezza all’Amministrazione comunale sul futuro del quartiere.
Pur non entrando nel merito tecnico delle condizioni delle piante, il PD solleva dubbi sulla gestione dell’intervento. «Prendiamo atto del taglio, ma non possiamo accettare che il quartiere perda definitivamente il suo polmone verde», dichiara il segretario di circolo, Christian De Pellegrin. Sebbene la sicurezza pubblica e lo stato fitosanitario siano criteri prioritari, il timore è che l’area resti spoglia a tempo indeterminato.
Il Partito Democratico ha indirizzato all’Amministrazione due richieste precise:
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La verifica tecnica: Se sia stata effettivamente redatta una perizia agronomica che attestasse l’impossibilità di salvare e curare gli alberi preesistenti.
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Tempi e progetti: Una cronoprogramma certo e un progetto di ripiantumazione immediata.
La preoccupazione non è solo estetica, ma ambientale. Nel 2026, la gestione del verde urbano è considerata una sfida cruciale contro il cambiamento climatico. Senza le fronde degli alberi, Piazzale Fani – un’area adibita a parcheggio – rischia di trasformarsi in una “isola di calore” insostenibile durante i mesi estivi, con un impatto diretto sul microclima della zona e sul comfort dei cittadini.
“Ogni abbattimento privo di un piano di sostituzione immediata va contro gli obiettivi di sostenibilità urbana. Cavarzano non può permettersi un ulteriore impoverimento del decoro e dei servizi ambientali.” — Christian De Pellegrin, Segretario PD Oltrardo-Cavarzano
L’opposizione locale conclude il suo intervento assicurando che la questione non finirà con l’abbattimento dei tronchi. L’impegno dichiarato è quello di monitorare l’operato del Comune affinché i “buchi” lasciati nel terreno siano solo temporanei e vengano presto riempiti da nuove essenze arboree, restituendo al quartiere la sua identità verde.
