Belluno, 17/03/2026 – Interi isolati immersi nell’oscurità già dalle otto di sera. Il quartiere di Nogarè ha vissuto due serate consecutive di emergenza, lunedì 16 e martedì 17 marzo, a causa di un esteso guasto alla rete di illuminazione pubblica. Il blackout, che ha interessato quasi ogni via della zona, ha riacceso le polemiche sulla gestione del servizio e sulla sicurezza urbana.
La mappa del buio
A sollevare il caso è il capofrazione Luigi Filippo Daniele, che dopo numerose segnalazioni dei residenti ha effettuato un sopralluogo per documentare il disservizio. L’elenco delle strade colpite è lungo: via Alpago Novello, piazzale della Resistenza, via del Plebiscito, via Ceccati, via Bettio, via della Dia e l’intera estensione di via Nogarè, oltre al parco del Millennium.
«L’unica strada rimasta illuminata è via Calbo», spiega Daniele. «Per il resto, il quartiere è piombato nel buio pesto in un orario in cui la gente circola ancora regolarmente. È inaccettabile».
Allarme sicurezza e precedenti
Il problema non è solo una questione di decoro, ma di incolumità. Daniele punta il dito sulla pericolosità di alcune arterie: «In via Nogarè mancano marciapiedi e infrastrutture per pedoni e ciclisti; senza luce, il rischio di incidenti aumenta drasticamente». A questo si aggiunge il timore per la microcriminalità: dopo l’ondata di furti che ha colpito il quartiere lo scorso autunno, la mancanza di lampioni viene percepita come un invito a nozze per i malintenzionati.
Il capofrazione ricorda inoltre che non si tratta di un caso isolato: già a gennaio blackout simili avevano colpito via Vittorio Veneto e via Medaglie d’Oro, mentre numerose segnalazioni inviate a febbraio per singoli punti luce spenti (in via Giorgetti e via della Lucia) sarebbero rimaste inevase.
L’affondo contro il Comune: “Si applichino le penali
Al centro della critica c’è il rapporto tra il Comune di Belluno e il gestore del servizio, Edison Next Government (nell’ambito dell’accordo Consip). Daniele, dopo un accesso agli atti, richiama l’amministrazione ai propri doveri di controllo.
«Il contratto parla chiaro: il gestore deve intervenire entro 24 o 48 ore dalla segnalazione. Se non lo fa, il Comune ha il potere e il dovere di applicare sanzioni. Chiediamo fermezza: l’illuminazione non è un optional, ma un servizio essenziale pagato dai cittadini.»
L’accusa politica è diretta: mentre la città discute già della scelta “discutibile” di spegnere i lampioni dopo le due di notte per il risparmio energetico, trovarsi al buio alle 20:00 rappresenta, per il capofrazione, un segnale di degrado che la città capoluogo non può permettersi.
