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Idroelettrico sul Vajont, Bortoluzzi risponde a Futura: “Nessun silenzio, ma rigore tecnico. Prima le integrazioni, poi il parere: sul Vajont non si scherza”

Belluno, 17/03/2026 – “Dire che la Provincia è rimasta in silenzio sul progetto idroelettrico ‘Welly Red’ è un’affermazione tecnicamente infondata e politicamente strumentale. La nostra non è inerzia, ma una scelta procedurale precisa: non si possono presentare osservazioni serie su un progetto che, allo stato attuale, presenta lacune
documentali enormi.”

Così Massimo Bortoluzzi, Consigliere delegato al Demanio Idrico della Provincia di Belluno, risponde alle critiche del Gruppo Futura apparse sulla stampa locale in merito alla derivazione sul torrente Vajont tra Erto e Casso (PN) e Longarone (BL).

La strategia della Provincia: prima i dati, poi il parere

Bortoluzzi chiarisce l’iter in corso: “Abbiamo formalmente richiesto una massiccia serie di integrazioni documentali. È un atto necessario: la Regione Friuli Venezia Giulia ha giustamente attivato i propri enti, ma le nostre osservazioni effettive non possono prescindere dall’esame della documentazione integrativa che il proponente deve ancora depositare. Solo con il quadro completo redigeremo il parere della Provincia, che
avrà una valenza amministrativa decisiva. Presentare osservazioni oggi, su carte incomplete, significherebbe fare un lavoro a metà. Noi invece vogliamo vederci chiaro su tutto.”

Le criticità sollevate: sicurezza, ambiente e memoria storica
La Provincia di Belluno ha messo sul tavolo punti pesantissimi che la società Welly Red srl dovrà chiarire:
• Sicurezza Geologica (P4): “L’opera ricade in un’area a pericolosità geologica molto elevata. Abbiamo preteso analisi approfondite sulla stabilità dei versanti e delle singole strutture. Non permetteremo che la realizzazione di una pista di cantiere, seppur temporanea, comprometta l’assetto idrogeologico di un’area così fragile.”
• Dati Idrologici Obsoleti: “Le stime della società si fermano al 2014. Abbiamo chiesto i dati aggiornati a oggi per capire quanta acqua ci sia realmente e se il progetto sia sostenibile.”
• Interferenze e Viabilità: “C’è un altro progetto idroelettrico più a valle (CEB srl). Vogliamo sapere come interagiranno i due impianti, non solo a regime, ma anche durante i cantieri, per evitare che il traffico pesante mandi in tilt la viabilità di Longarone.”
• Memoria Storica: “Ai sensi del Codice dell’Ambiente, abbiamo chiesto una valutazione dell’impatto rispetto al valore storico e culturale del Vajont. Il 9 ottobre 1963 non è una data che si può dimenticare o ignorare in una relazione tecnica.”

Un monitoraggio costante
“Abbiamo chiesto alla Regione Friuli Venezia Giulia di essere costantemente aggiornati su ogni deposito documentale,” conclude Bortoluzzi. “La tutela del nostro territorio e dei cittadini di Longarone non passa per i proclami sui giornali, ma per un’azione amministrativa ferma e competente. Saremo vigili e pronti a esprimere tutte le nostre riserve non appena la società avrà il coraggio di presentare i dati che abbiamo
richiesto. Sul Vajont, l’integrità dell’ambiente e la sicurezza non sono in vendita.”

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