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Salute mentale. Il 10 marzo di Feltre tra la “piccola rivoluzione” e l’inferno della CTRP

Il Comitato Feltrino celebra la nascita di Basaglia tracciando un bilancio tra i segnali positivi della nuova gestione e le criticità croniche: “Servono investimenti e sedi degne, la CTRP (Comunità Terapeutica Residenziale Protetta) sembra un passaggio dantesco”

Feltre, 10 marzo 2026 – Non è solo una ricorrenza sul calendario. Per il Comitato Feltrino per il Diritto alla Salute, il 10 marzo – anniversario della nascita di Franco Basaglia – rappresenta il momento per rimettere al centro del dibattito pubblico “gli invisibili”. Quest’anno, la data simbolica coincide con una fase di profondo chiaroscuro per la psichiatria bellunese: da un lato i primi segnali di una “rivoluzione” attesa da anni, dall’altro ferite aperte che stentano a rimarginarsi.

A Feltre qualcosa si muove. Il Comitato riconosce i segnali di cambiamento legati alla nuova gestione diretta dalla dottoressaSpano. L’apertura di spazi più accoglienti, lo spostamento del Centro Diurno e una maggiore attenzione alla centralità della persona sembrano indicare l’avvio di quella riorganizzazione territoriale prevista dal DM 77.

“Si vedono attività che non si vedevano da tempo,” scrive in una nota il Comitato, che rivendica con orgoglio il proprio ruolo di stimolo costante accanto a utenti e familiari. Tuttavia, il quadro resta “complesso”, un termine usato recentemente dagli stessi responsabili dei CSM provinciali. Se Feltre accelera, il resto della provincia arranca: Belluno appare immobile, mentre i presidi di Cadore e Agordino restano privi di un supporto sufficiente.

Nonostante l’impegno, i nodi strutturali restano al pettine. Il Comitato denuncia una gestione delle risorse umane che somiglia a una guerra tra poveri: “Per coprire i turni del fine settimana a Belluno si ricorre a liberi professionisti tramite convenzioni con altre Ulss, che però finiscono per chiudere i servizi nei territori di provenienza”.

La richiesta è chiara: servono investimenti reali sia sul personale (infermieri, OSS, assistenti sociali e tecnici della riabilitazione) sia sull’organizzazione, per intercettare un disagio mentale che è cresciuto del 30%, colpendo duramente soprattutto i giovanissimi.

La nota più dolente riguarda la CTRP (Comunità Terapeutica Residenziale Protetta) “L’Alba” di Feltre. Qui, la speranza evocata dal nome si scontra con una realtà strutturale definita “indegna”.

“Corridoi lunghi e bui che ricordano la via dell’inferno dantesco,” denunciano le madri degli utenti.

Le testimonianze raccolte dal Comitato parlano di odore di muffa, calcinacci che si sbriciolano e un’incuria che finisce per riflettersi sulla qualità della cura. Il braccio di ferro tra Enti Locali e Ulss 1 per trovare una nuova sede sembra essere in una fase di stallo che il Comitato non è più disposto ad accettare.

Per uscire dall’emergenza, il Comitato rilancia due proposte concrete:

  1. Apertura H24 dei Centri di Salute Mentale: con la creazione di almeno 2-3 posti letto a Feltre per gestire le acuzie, evitando che l’unico sfogo siano i 16 posti del reparto di Belluno (spesso inadatti ai minori).

  2. Sinergia con i Consultori: un ponte necessario per non abbandonare i giovani nel delicato passaggio alla maggiore età, quando spesso vengono “persi” dai servizi sociali per finire nel Dipartimento di Salute Mentale senza continuità.

“C’è ancora molta strada da fare,” conclude il Comitato. “Nonostante i proclami politici, manca ancora un tavolo di progettazione reale tra Ulss, amministrazione e associazioni. Noi continueremo a fare la nostra parte per difendere il diritto alla cura e al benessere.”