I giovani ridisegnano Belluno: nasce la “Youth Map” per una città a misura di under 20

Belluno, 07/03/2026 – Non solo una mappa geografica, ma un vero e proprio manifesto generazionale. È stata presentata questo pomeriggio, allo Spazio Label di via S. Antonio a Baldenich, la “Belluno Youth Map”: una mappatura di comunità realizzata da venti studenti bellunesi per raccontare come i giovani vivono, percepiscono e vorrebbero trasformare la propria città.
Il progetto: l’Università di Padova scende in campo
L’iniziativa, finanziata e coordinata dall’Università di Padova, nasce con un obiettivo chiaro: «Capire come i ragazzi abitano il nostro territorio», ha spiegato in apertura Sara Serbati, docente di Pedagogia sociale e presidente dell’Associazione Cittadini per il Recupero delle Gabelli. Insieme al collega Andrea Petrella, i docenti hanno guidato gli studenti in un percorso di analisi che ha trasformato i bisogni individuali in una proposta collettiva.
I “luoghi del cuore” e le criticità: cosa manca a Belluno?
Il lavoro, nato negli spazi dell’Hub del Centro Consorzi, ha coinvolto ragazzi tra i 16 e i 21 anni. Marianna Cassol (5° anno al Liceo Renier) ha sottolineato il cuore del problema: la carenza di spazi di aggregazione. Un questionario somministrato a una cinquantina di coetanei ha confermato l’esigenza di luoghi dove “esserci” senza restrizioni.
Dagli interventi degli studenti sono emerse richieste puntuali agli amministratori:
-
Servizi e orari: Federico Agnoli (studente universitario) ha puntato il dito sugli orari troppo ridotti della Biblioteca e sul potenziale inespresso del campetto di fronte alla Stazione, un luogo strategico ma spesso inutilizzato perché chiuso.
-
Sport e parchi: Per il Parco San Lorenzo, la studentessa Alex Simiele (al 5° anno all’Istituto Renier) ha proposto la creazione di campi da basket e pallavolo per favorire lo sport all’aperto vicino ai poli scolastici.
-
Trasporti e periferie: Alessio Buzzol (al 4° anno dell’Istituto tecnico), rappresentante del mondo dello skateboarding, ha sollevato il tema dei collegamenti con la Casa dei Beni Comuni (ex caserma Piave): «Il servizio autobus termina alle 19, rendendo l’area isolata per chi non ha l’auto».
La mappa tocca anche luoghi simbolici come la chiesetta di San Liberale, i sentieri delle Fontane di Nogarè, il parco di Lambioi e il Parco Città di Bologna, ridisegnando una geografia urbana fatta di passi, sport e natura.
Un ponte tra generazioni
L’incontro, promosso dal Comitato Baldenich24, ha visto nel presidente Luigi Filippo Daniele un convinto sostenitore del dialogo intergenerazionale. L’evento chiude il ciclo “Spazi di incontro, spazi di dialogo”, un percorso nato per ripensare l’evoluzione urbana partendo da chi la città la abiterà nel futuro.
«Vogliamo farci ascoltare come realtà giovanile – ha detto Marianna Cassol (studentessa al 5° anno all’Istituto Renier) – portando l’attenzione su una fascia d’età che spesso resta invisibile nelle decisioni urbanistiche».
