Borgo Valbelluna, 07/03/2026 – Il delicato equilibrio tra necessità tecnologica e tutela del territorio accende il dibattito a Carve di Mel. Al centro della questione, l’installazione di una nuova antenna per la telefonia mobile che ha spinto i residenti a unirsi in un gruppo spontaneo per far sentire la propria voce.
In pochi giorni, la mobilitazione ha raccolto 137 firme, già protocollate presso il Comune di Borgo Valbelluna. La petizione, coordinata dal capofrazione Eugenio Comel, non è un “no” categorico alla tecnologia, bensì una richiesta di dialogo per una pianificazione più attenta.
Il timore dei firmatari riguarda principalmente due fronti:
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L’impatto ambientale: Il rischio di deturpare un paesaggio rurale di pregio.
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La salute pubblica: La preoccupazione per l’eccessiva vicinanza dell’impianto ad alcune abitazioni della frazione.
Il caso di Carve è emblematico delle zone periferiche: i residenti sono i primi a desiderare una copertura di rete efficiente. Attualmente, il segnale è spesso assente o instabile, creando disagi a chi gestisce attività produttive, ai giovani e a chiunque voglia stabilirsi in queste zone. Senza una connessione stabile, il rischio di spopolamento per questi “luoghi belli ma decentrati” diventa concreto.
“Siamo coscienti della necessità di migliorare la ricezione,” si legge nella nota del gruppo, “ma l’area per l’installazione deve essere consona, rispondendo alle esigenze dei gestori e, al contempo, portando un beneficio reale a tutta la comunità senza sacrificare la qualità della vita.”
L’obiettivo della petizione è ora quello di aprire un tavolo di confronto con l’Amministrazione Comunale e i proponenti del progetto. La comunità si dichiara disponibile al dialogo, auspicando l’individuazione di un sito alternativo che possa garantire il potenziamento del segnale pur restando a debita distanza dal nucleo abitativo.
La palla passa ora al Comune, chiamato a mediare tra le legittime istanze dei cittadini e le necessità di ammodernamento infrastrutturale del territorio.
