Montagna, Del Bianco (PD): “Nessun euro in più, è solo una ricollocazione di fondi già esistenti”
Venezia, 03/03/2026 “I 30 milioni per la montagna sono un’illusione utile solo ai titoli di giornale: la realtà è che non c’è un solo euro in più, ma solo una ricollocazione di risorse esistenti”.
Con queste parole il consigliere regionale del Partito Democratico, Alessandro Del Bianco, commenta lo stanziamento annunciato per il triennio 2026-2028 destinato a sanità, scuola e servizi nei territori montani.
La realtà su questi fondi è emersa chiaramente durante i lavori della Prima Commissione Bilancio. “Dopo aver posto per tre volte la medesima domanda all’assessore Giacinti e alla sua struttura tecnica – spiega l’esponente dem – la risposta è stata inequivocabile: non si tratta di stanziamenti aggiuntivi, ma di un semplice spostamento contabile interno al Fondo sanitario regionale di somme che erano già state precedentemente assegnate all’Ulss 1 Dolomiti e all’Ulss 7 Pedemontana”.
“Insomma, tanta propaganda negli annunci”, conclude Del Bianco. “Si è parlato addirittura di “svolta storica”, ma di storico, però, c’è solo il fumo sollevato attorno a un’operazione contabile. Purtroppo, dell’arrosto non si vede nemmeno l’ombra”.
L’assessore Bond fa il gioco delle tre carte. Szumski: i 30 milioni per la montagna sono pura cosmesi
“E’ un’operazione di pura cosmetica quella annunciata in pompa magna dall’assessore Dario Bond di mettere a disposizione oltre 30 milioni di euro per la montagna e per il contrasto allo spopolamento delle “Terre alte”. Sono soldi che gestiscono già le Usl Dolomiti e Bassano e che sono imputate ad un capitolo collegato al fondo regionale per le politiche della montagna. C’era già ed era distribuito negli anni”.
Così il consigliere regionale Riccardo Szumski (Resistere Veneto)
“Concordo con l’assessore che la montagna per troppi anni è stata raccontata male sottolineandone soltanto le difficoltà, ma è anche vero che se cominciamo a raccontare cose verosimili, che non sono proprio vere, non facciamo nessuna svolta positiva.
Alla montagna servono servizi reali e opportunità concrete. La Giunta veneta ha impegnato per i Livelli Essenziali di Assistenza (Lea) nelle aree montane circa 30 milioni di euro già nei passati bilanci e i finanziamenti saranno distribuiti fino al 2028 per servizi legati alla sanità. C’erano prima e ci sono nel bilancio di questa Giunta.
Siamo tutti d’accordo che la montagna non è un’area marginale del Veneto e quindi non puo’ essere un capitolo marginale del bilancio regionale, ma dovremmo essere anche tutti d’accordo che non è con partite di giro da ragioneria che si risolvono i problemi”.
