Venezia, 24/02/2026 – È stato approvato oggi in Consiglio regionale l’Ordine del Giorno presentato dal consigliere regionale del Partito Democratico Alessandro Del Bianco sulla riprogrammazione dei fondi europei e, in particolare, sul taglio delle risorse destinate alle aree interne.
Il tema era stato sollevato dallo stesso Del Bianco nei giorni precedenti in Commissione consiliare, evidenziando come la rimodulazione del FESR prevedesse la sottrazione di 2,5 milioni di euro dal fondo dedicato alle sei aree interne del Veneto per finanziare il nuovo piano casa regionale.
“Parliamo del taglio percentualmente più pesante tra tutti quelli previsti dalla riprogrammazione – spiega Del Bianco –. Mentre altri fondi vengono decurtati del 10%, al massimo del 13% rispetto alla loro dotazione complessiva, quello delle aree interne subisce una riduzione del 31%. Ben 2,5 milioni su appena 8 milioni totali. È evidente che si tratta di un intervento particolarmente penalizzante”.
Le sei aree interne venete coinvolgono circa 127.000 abitanti. “Spostare 2,5 milioni prima destinati esclusivamente a quei territori su una platea di quasi 5 milioni di cittadini significa, di fatto, ridurre drasticamente l’impatto di quelle risorse proprio dove erano state pensate per intervenire”.
L’Ordine del Giorno chiedeva un principio chiaro: destinare pure le risorse al piano casa, ma garantire che i 2,5 milioni sottratti alle aree interne fossero reinvestiti sul tema della residenzialità negli stessi territori.
Dopo una breve sospensione dei lavori e un confronto con l’assessore regionale Massimo Bitonci, si è giunti a una mediazione. Il testo approvato impegna la Giunta a inserire nel prossimo bando del piano casa criteri che favoriscano e valorizzino gli enti appartenenti alle aree interne, criteri che saranno inoltre discussi in Commissione consiliare.
“È una prima, piccola ma significativa vittoria – conclude Del Bianco –. Abbiamo affermato un principio di equità territoriale: non si possono finanziare nuove misure penalizzando proprio i territori più fragili. Ora si apre una fase di verifica. L’impegno assunto in aula dovrà tradursi in atti concreti”.
