Belluno, 15/02/2026 – Un’operazione coordinata e massiccia, che ha visto scendere in campo le Squadre Mobili di mezza regione, ha portato all’arresto di un 26 di origini marocchine, ritenuto un tassello chiave nel rifornimento di stupefacenti per l’intera provincia di Belluno. L’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Belluno, è culminata nella notte del 10 febbraio con un blitz che ha coinvolto agenti di Belluno, Bolzano, Padova, Rovigo e Treviso, supportati dalle unità cinofile.
Il blitz a Follina
L’obiettivo principale dell’attività di polizia giudiziaria era l’abitazione dell’uomo situata a Follina. Il giovane, di origine marocchina, classe ’98 e già noto alle forze dell’ordine per precedenti reati contro la persona, il patrimonio e in materia di droga, è stato sorpreso con un ingente quantitativo di sostanza stupefacente.
Durante la perquisizione, i poliziotti hanno rinvenuto e sequestrato:
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815 grammi di hashish;
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Materiale vario per il confezionamento delle dosi;
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1.000 euro in contanti, ritenuti provento dell’attività illecita.
Nei guai anche la compagna
Nell’abitazione era presente anche la compagna dell’uomo, una giovane di Vittorio Veneto del 2002. Anche per lei è scattata la denuncia ai sensi dell’art. 73 del DPR 309/90: la ragazza è stata trovata in possesso di 30 grammi di cocaina e circa 800 euro in banconote di vario taglio. Sotto sequestro è finito anche il telefono cellulare dell’uomo, che ora passerà al vaglio degli inquirenti per ricostruire la rete di contatti e i flussi dello spaccio.
Le misure cautelari
Dopo l’arresto in flagranza, il 26enne è stato inizialmente trasferito nella casa circondariale di Santa Bona a Treviso. In seguito all’udienza di convalida tenutasi il 12 febbraio, il giudice ha disposto per lui la misura degli arresti domiciliari, con l’applicazione del braccialetto elettronico.
L’operazione si colloca in una più ampia attività di polizia giudiziaria, volta alla ricerca di sostanze stupefacenti, materiale per il confezionamento, armi. Diverse le perquisizioni eseguite in provincia e fuori, nei confronti di soggetti ritenuti responsabili del rifornimento e dello spaccio di sostanze stupefacenti di vario tipo nell’intera Provincia. Un’azione che segna un punto importante nel contrasto alla diffusione di droghe nel Bellunese, confermando l’efficacia della cooperazione tra le diverse Questure del territorio nel monitorare i canali di approvvigionamento extra-provinciali.
