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Incontro in Comune di Belluno con i tedofori

Belluno, 07/02/2026 – Tra racconti, aneddoti, ricordi ed emozioni si è svolto questa mattina a Palazzo Rosso l’incontro con i tedofori residenti a Belluno che hanno portato la Fiamma Olimpica: un momento dedicato ai valori dello sport, del rispetto e della fratellanza. Ad accogliere i partecipanti l’assessore allo Sport Monica Mazzoccoli, che ha fatto gli onori di casa sottolineando il significato profondo di un’esperienza capace di unire storie personali e spirito olimpico. Il sindaco Oscar De Pellegrin, collegato da remoto, ha salutato i presenti ringraziandoli per la testimonianza offerta e per aver rappresentato la comunità bellunese con entusiasmo e orgoglio.

Nonostante alcune assenze dovute ai mali di stagione, in sala Consiglio si è riunito un bel gruppo: sono stati infatti quindici i tedofori che hanno preso parte all’incontro, condividendo ricordi, emozioni e aneddoti legati al passaggio della Fiamma. Nel corso del confronto è emerso anche il messaggio lanciato durante il briefing formativo degli organizzatori del Viaggio della Fiamma: su 130.000 candidature sono stati selezionati 10.001 tedofori. Quel “1” rappresenta ciascuno di loro, un simbolo di unicità e valore personale.

L’assessore Mazzoccoli ha poi raccontato la storia di un giovane membro del team organizzatore, cresciuto a Scampia, che proprio dopo aver assistito da ragazzo al passaggio della Fiamma Olimpica ha scelto di dedicarsi allo sport, riuscendo a costruire un percorso di riscatto personale. Numerosi i momenti toccanti. Cristiano ha ricordato il nonno, tedoforo nel 1956 a Ponte nelle Alpi, dedicandogli il proprio tratto percorso a Dobbiaco, in uno scenario di forte valore simbolico. Le ragazze del gruppo ITS hanno evidenziato l’importanza del gioco di squadra e dell’unione, mentre Roberta, maestra di scuola primaria, ha sottolineato come il rispetto sia uno dei valori fondanti della società.
Particolarmente significativa anche la testimonianza di Robson e Gislaine, italo-brasiliani con radici venete, che hanno raccontato come lo sport sia stato per loro uno strumento di integrazione e di riscatto. Robson ha spiegato come, arrivato in Italia in un momento difficile, grazie al calcio sia riuscito a ricostruire una vita dignitosa.
I fratelli Alessandro e Francesco, giocatori di rugby, hanno condiviso l’emozione di passarsi il testimone lungo il percorso della Fiamma, e Alessio ha raccontato di aver vissuto il suo momento speciale circondato dalla famiglia e dalla figlia di appena un mese, presente tra il pubblico.
Un’esperienza destinata a restare nella memoria dei partecipanti e che ha ricordato a tutti il valore di sentirsi parte di un pezzo di storia, di quel Viaggio della Fiamma che, partita dalla Grecia, è arrivata in Italia per accendere i bracieri di Milano-Cortina.

“È stata una mattinata intensa e bellissima – ha commentato l’assessore Mazzoccoli – fatta di storie vere, di sport e di vita, di emozioni e di valori che uniscono. La Fiamma Olimpica è simbolo di amicizia e fratellanza e oggi abbiamo avuto la conferma di quanto questi valori siano vivi nella nostra comunità”.

“In queste storie, in queste emozioni vissute da persone che non sono atleti e che non stanno provando l’adrenalina dell’attesa di una gara, si ritrova forse il significato più autentico dello spirito olimpico – conclude il sindaco, Oscar De Pellegrin –. Uno spirito che va oltre le competizioni e che consiste nel sentirsi tutti parte di una grande storia, di un’avventura che abbraccia i popoli e le culture e che continua a far sperare in un mondo migliore”.