Elezioni provinciali – richiesta convocazione contestuale
Egregio Presidente della Provincia di Belluno Roberto Padrin,
abbiamo letto con attenzione le Sue recenti dichiarazioni sulla stampa nelle quali si
afferma che, ad oggi, i partiti non avrebbero formalizzato le proprie posizioni in merito
alle modalità di svolgimento delle prossime elezioni provinciali. Riteniamo pertanto
opportuno chiarire formalmente la posizione del Partito Democratico – peraltro a lei già
più volte manifestata informalmente – e di Alleanza Verdi Sinistra Belluno.
Pur consapevoli che la normativa vigente distingue formalmente le elezioni del
Presidente della Provincia da quelle del Consiglio provinciale, riteniamo che esse
debbano svolgersi nella medesima giornata, per ragioni tecniche, istituzionali,
economiche e politiche che non possono essere ignorate.
In primo luogo, è opportuno chiarire che esistono tutte le condizioni normative per
procedere con la convocazione contestuale delle elezioni. Il Suo mandato è scaduto a
metà dicembre e la legge prevede un termine massimo di novanta giorni per l’indizione
delle elezioni del Consiglio provinciale, individuando nel 19 marzo la scadenza ultima. Il
termine per la convocazione dei comizi elettorali è invece fissato al 6 febbraio.
Il Consiglio provinciale scadrà il 16 marzo e, anche in questo caso, la normativa consente
l’elezione entro i novanta giorni successivi. Ne consegue che le giornate comprese tra il
17 e il 19 marzo rappresentano una finestra temporale pienamente legittima per procedere
contemporaneamente all’elezione del Presidente e del Consiglio provinciale, considerato
che l’elezione del Presidente dovrà necessariamente avvenire in tale periodo.
Non risulta inoltre convincente la motivazione secondo cui la convocazione contestuale
delle elezioni penalizzerebbe i sei Comuni della provincia chiamati al rinnovo
amministrativo nella prossima primavera.
Le ipotesi oggi più accreditate collocano infatti le elezioni amministrative nelle date del 23 e 24 maggio, con la concreta possibilità di uno slittamento al 30 e 31 maggio (per evitare una ulteriore chiusura delle scuole interessate in caso di ballottagio). In ogni caso, anche ipotizzando che l’elezione del Consiglio provinciale venga posticipata sfruttando integralmente il periodo di proroga dei novanta giorni, il termine ultimo per il voto sarebbe il 15 giugno, con il conseguente obbligo di deposito delle liste ventuno giorni prima, cioè, nella migliore delle ipotesi, proprio in concomitanza con lo svolgimento delle elezioni amministrative o con le fasi immediatamente successive alla proclamazione degli eletti. Ciò renderebbe di fatto impossibile la candidatura di sindaci e consiglieri neoeletti, vanificando la stessa motivazione addotta a sostegno dello slittamento.
Sussiste inoltre una rilevante criticità di natura istituzionale. La combinazione tra legge
Delrio e Statuto provinciale prevede che il Presidente eletto presenti il proprio
programma di governo al Consiglio entro novanta giorni dall’elezione. L’articolo 21
dello Statuto provinciale è particolarmente chiaro nel disporre tale passaggio quale primo
atto della nuova fase amministrativa. Qualora le elezioni del Presidente e del Consiglio
venissero separate, il nuovo Presidente sarebbe costretto a presentare il proprio
programma al Consiglio in carica e successivamente a ripetere la medesima procedura
una volta eletto il nuovo Consiglio provinciale. Si produrrebbe quindi un rallentamento
significativo dell’attività amministrativa con relativa fase di incertezza istituzionale
proprio in un momento strategico per il nostro territorio, all’indomani di appuntamenti di
rilievo internazionale e di importanti scadenze amministrative.
Vi è poi un ulteriore elemento di responsabilità amministrativa e finanziaria. Due tornate
elettorali distinte comporterebbero inevitabilmente un raddoppio dei costi organizzativi,
degli straordinari del personale e delle spese a carico dell’Ente Provincia e, quindi, dei
cittadini bellunesi. È difficile comprendere per quale ragione si debba gravare
ulteriormente sulle risorse pubbliche senza che vi sia una reale necessità normativa o
funzionale.
Vi è infine una questione di trasparenza politica e di chiarezza verso gli amministratori
elettori e verso i cittadini. Siamo tutti consapevoli dei limiti della legge Delrio e della
necessità di restituire ai cittadini l’elezione diretta degli organi provinciali. Proprio per
questo riteniamo che, in un sistema già complesso, sia doveroso garantire la massima
chiarezza consentendo che candidature, programmi e assetti politici vengano presentati in
modo unitario. Separare le due votazioni rischierebbe di generare confusione e di
indebolire la leggibilità del confronto democratico.
Non possiamo inoltre non rilevare come il rinvio della convocazione contestuale delle
elezioni rischi di essere percepito, all’esterno, come una scelta più legata a dinamiche
politiche interne che a reali esigenze istituzionali. Comprendiamo le difficoltà che ogni
area politica può incontrare nella definizione delle proprie proposte e delle proprie
candidature, ma riteniamo che l’interesse generale dell’ente e del territorio debba
prevalere su ogni valutazione di parte.
Va ricordato, peraltro, che nella precedente tornata elettorale provinciale le elezioni del
Presidente e del Consiglio si svolsero contestualmente senza determinare alcuna criticità
organizzativa o istituzionale.
Alla luce di quanto esposto, Le chiediamo formalmente di convocare le elezioni del
Presidente della Provincia e del Consiglio provinciale nella medesima giornata,
individuabile nel periodo compreso tra il 17 e il 19 marzo, nel pieno rispetto delle
scadenze normative vigenti.
Abbiamo già rivolto analogo appello alle forze politiche del centrodestra, senza ricevere,
allo stato attuale, riscontri chiari. Confidiamo pertanto in una Sua valutazione che tenga
conto dell’interesse complessivo dell’istituzione provinciale e della necessità di garantire
trasparenza, efficienza e stabilità amministrativa al territorio bellunese.
Alessandro Del Bianco
Partito Democratico Belluno Dolomiti
Paolo Perenzin
Sinistra Italiana/Alleanza Verdi Sinistra Belluno
