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Spaccata alla stazione di Longarone: scatta il Daspo per le due minorenni

Il provvedimento del Questore di Belluno vieta l’accesso ai locali pubblici di tutta la provincia dalle 17:00 a mezzanotte. Le giovani avevano aggredito il titolare del bar durante un furto.

Belluno, 2 febbraio 2026  – Tolleranza zero contro la devianza giovanile e il degrado urbano. Il Questore di Belluno ha firmato lo scorso 12 gennaio un severo provvedimento di divieto di accesso ai pubblici esercizi (il cosiddetto D.A.C.Ur.) nei confronti di due minorenni, già protagoniste di un violento episodio di cronaca avvenuto all’inizio dell’anno.

L’episodio: furto e aggressione a Longarone

I fatti risalgono alla notte del 4 gennaio 2026. Le due giovani erano state tratte in arresto in flagranza di reato dopo aver messo a segno una “spaccata” presso la stazione ferroviaria di Longarone.

Secondo le ricostruzioni, le minori avevano infranto le vetrine dello scalo e del bar interno per asportare pacchetti di sigarette e bottiglie di liquore. La situazione era poi degenerata quando il proprietario dell’esercizio, intervenuto sul posto per difendere la propria attività, era stato aggredito fisicamente dalle due ragazze.

Il provvedimento: non potranno frequentare i locali per un anno

La risposta della Divisione Anticrimine della Questura non si è fatta attendere. Il provvedimento, notificato alle giovani alla presenza dei genitori, avrà una durata di un anno e prevede restrizioni pesanti:
  •  Le minori non potranno entrare in pubblici esercizi o locali di pubblico trattenimento.

  • È vietata anche la sosta nelle immediate vicinanze di tali locali.

  • La misura è valida sull’intero territorio della provincia di Belluno.

  • Il divieto scatta ogni giorno dalle ore 17.00 fino alle 24.00.

La misura adottata si basa sull’articolo 13 bis del D.L. 14/2017, strumento cardine per il contrasto ai fenomeni di violenza nei luoghi della movida e del commercio.

Dalla Questura sottolineano come l’obiettivo non sia solo punitivo, ma soprattutto preventivo ed educativo. “La presenza di soggetti già autori di reati in contesti specifici può incidere negativamente sulla pacifica fruizione degli spazi pubblici”, si legge in una nota. L’intervento mira quindi a interrompere dinamiche di aggregazione impropria e a richiamare le giovani al rispetto delle regole della convivenza civile, scongiurando il rischio di nuove condotte violente.

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