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Caso Vodo di Cadore e nodo trasporti: Padrin difende il rincaro da 10 euro votato all’unanimità

Belluno, 30/01/2026 – Un bambino lasciato a terra dall’autobus perché senza biglietto e un’intera provincia in rivolta per l’impennata dei prezzi del trasporto pubblico. Il caso di Vodo di Cadore scuote i vertici di Palazzo Piloni, spingendo il Presidente della Provincia, Roberto Padrin, a un intervento che oscilla tra la solidarietà alla famiglia e la difesa tecnica delle scelte politiche dell’Ente.

Il fatto: “Inaccettabile lasciare a terra un minore”

L’episodio è avvenuto al termine dell’orario scolastico: un bambino è rimasto appiedato dal mezzo Dolomitibus poiché sprovvisto del titolo di viaggio. Un fatto che Padrin definisce “profondamente colpito” e “preoccupante”.

“Si tratta di un episodio che non può lasciare indifferenti – dichiara Padrin – soprattutto perché coinvolge un minore e tocca la tutela dei più deboli. Ho chiesto a Dolomitibus totale chiarezza: fatti del genere non devono più ripetersi”.

Il Presidente ha già contattato la famiglia del piccolo per esprimere vicinanza, assicurando che verrà fatta luce sulle responsabilità dell’azienda.

La polemica: Il biglietto a 10 euro e il “fronte compatto” dei sindaci

Al di là dell’indignazione per il singolo episodio, il clima nel Bellunese è infuocato a causa dell’introduzione del nuovo ticket da 10 euro. Su questo punto, Padrin è categorico e punta a dissipare le ombre sulle responsabilità politiche: l’aumento non è una scelta isolata, ma il frutto di un voto unanime.

Tutti i soggetti dell’Ente di governo del trasporto pubblico locale hanno infatti alzato la mano a favore del rincaro. Oltre alla Provincia, il “sì” è arrivato compatto dai Comuni di:

  • Belluno

  • Feltre

  • Pieve di Cadore

  • Cortina

  • Auronzo

  • Borgo Valbelluna

Le ragioni del rincaro: costi, alloggi e subaffidamenti

Perché un prezzo così alto? Secondo Padrin, la cifra è “necessaria” per far fronte a una fase complessa. La gestione del servizio, tra la carenza di personale e l’imminenza dell’appuntamento olimpico, ha imposto costi straordinari.

“Un costo condiviso da tutti – spiega il Presidente – necessario a coprire le spese per gli alloggi del personale e per il massiccio ricorso al subaffidamento del servizio, indispensabile per garantire le corse ordinarie nel resto del territorio provinciale”.

Le “contromisure” per i residenti

Nonostante la stangata sui biglietti singoli (che non tocca gli abbonati storici), la Provincia ha messo in campo alcuni ammortizzatori sociali per placare le polemiche:

  1. Abbonamenti “Olimpici” gratuiti e biglietti omaggio per i residenti.

  2. Fondo di 10mila euro stanziato dalla Provincia per i rimborsi dei biglietti a chi si trova in condizioni di necessità.

Mentre le indagini interne su Dolomitibus proseguono, resta sul tavolo la questione di un servizio che, tra rincari e disservizi, fatica a trovare un equilibrio tra le esigenze di bilancio e la centralità dell’utente, specialmente di quello più fragile.

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