Belluno 29 gennaio 2026 – Undici anni, due zaini pesanti sulle spalle e chilometri da percorrere a piedi sotto una nevicata fitta, con temperature abbondantemente sotto lo zero. È l’incubo vissuto lo scorso martedì 27 gennaio da un giovanissimo passeggero della linea 30 Calalzo-Cortina, “abbandonato” lungo la strada perché privo del titolo di viaggio.
Secondo quanto ricostruito, il ragazzino sarebbe stato invitato a scendere dall’autobus dall’autista in servizio, dopo che era emersa l’impossibilità di pagare il biglietto da 10 euro previsto per la tratta. Il minore si è così ritrovato solo tra San Vito e Vodo di Cadore, costretto a incamminarsi nel gelo per tornare a casa.
«È tornato a casa congelato, sta ancora male», racconta la nonna del bambino, avvocato di Padova. La famiglia non ha intenzione di lasciar correre: è già stata sporta denuncia-querela per abbandono di minore. «Abbiamo sporto querela ieri mattina – spiega la legale – la situazione era di oggettivo pericolo date le condizioni meteo e l’età di mio nipote».
Dopo il clamore sollevato dal caso, è arrivata la presa di posizione ufficiale di Dolomiti Bus. L’azienda ha comunicato di aver immediatamente istituito una commissione interna di inchiesta per fare luce sulla dinamica dei fatti.
«L’azienda sta procedendo alle verifiche necessarie, nel pieno rispetto delle persone coinvolte e con la massima attenzione alla tutela del minore», si legge nella nota diffusa dai vertici di Dolomiti Bus.
La società ha inoltre confermato di essersi già messa in contatto con la famiglia del ragazzo per raccogliere elementi utili alla ricostruzione dell’accaduto e promette la massima trasparenza: «Una volta conclusi gli accertamenti, forniremo ulteriori informazioni. Ribadiamo il nostro impegno quotidiano per un servizio improntato alla sicurezza e alla responsabilità».
Mentre l’azienda analizza i turni e ascolta il personale, resta aperto il dibattito etico e legale: può una regola tariffaria prevalere sulla sicurezza di un bambino di undici anni lasciato solo in condizioni climatiche estreme? Saranno ora le indagini, sia interne che della magistratura, a stabilire se siano stati violati i protocolli di assistenza e le norme del codice penale.
