“Chiediamo un chiarimento urgente al Consigliere delegato Bortoluzzi. Quanto accaduto è
inaccettabile!”
Dopo l’episodio del bambino di 11 anni lasciato a piedi dall’autobus e costretto a percorrere circa 6 chilometri in pieno inverno, Giovani&Futuro torna a denunciare con forza le criticità del trasporto pubblico locale in provincia di Belluno.
“Esprimiamo la più ferma indignazione per quanto emerso in merito a un episodio che avrebbe coinvolto un minore di 11 anni, fatto scendere e lasciato lungo la tratta Calalzo–Cortina (Linea 30), a seguito dell’applicazione delle nuove disposizioni tariffarie connesse al trasporto olimpico.
Parliamo di un bambino che, da quanto si apprende dalla stampa, ha dovuto percorrere circa 6 chilometri a piedi nel tardo pomeriggio, con temperature particolarmente rigide”, dichiarano Luca Frescura e Thomas Menia Corbanese, Presidente e Vicepresidente nazionale di Giovani&Futuro.
“È inaccettabile che un bambino sia stato esposto a una situazione di potenziale pericolo e privo di tutela per una questione meramente amministrativa, legata al possesso di un biglietto chilometrico ordinario anziché del nuovo titolo di viaggio previsto nel periodo considerato. Quanto accaduto va ben oltre un disservizio: configura una gravissima mancanza di responsabilità e di umanità. Nessuna procedura può e deve prevalere sulla sicurezza e sull’incolumità di un minore.”
“Il trasporto pubblico locale dovrebbe garantire diritto alla mobilità e sicurezza, non trasformarsi in un ostacolo per le fasce più vulnerabili a causa di cavilli tariffari gestiti senza il necessario buon senso. Per questo abbiamo scritto al Consigliere provinciale delegato ai Trasporti, Massimo Bortoluzzi, chiedendo spiegazioni urgenti. La Provincia deve essere presidio e tutela dell’interesse pubblico, invece, sempre più spesso, il TPL sembra inseguire logiche che appaiono orientate ad interessi economici. A questa impostazione ci opporremo, anche se sul piano politico potremmo risultare isolati: andiamo avanti senza paura e sempre dalla parte di studenti, lavoratori e utenti”, continuano gli esponenti di Giovani&Futuro.
“Apprendiamo inoltre che la madre sarebbe stata disponibile a pagare l’eventuale sanzione. Proprio in tema di sanzioni, abbiamo chiesto nuovamente al Consigliere delegato se la Provincia abbia applicato quelle previste dall’art. 16 del Contratto di Servizio per il TPL nei confronti dell’affidatario Dolomiti Bus S.p.A. in caso di corse saltate o modificate. A giugno, Bortoluzzi ci aveva risposto che era in corso l’istruttoria relativa al 2023: chiediamo se tale istruttoria si sia conclusa e con quali esiti.
Se la stessa rigidità riservata a un bambino di 11 anni verrà adottata per valutare l’operato di Dolomiti Bus, riteniamo che i risultati dell’istruttoria potrebbero essere inequivocabili”, concludono Frescura e Menia Corbanese.
“Esprimiamo la nostra vicinanza al bambino e alla sua famiglia e ribadiamo la piena disponibilità dell’associazione a raccogliere segnalazioni e disservizi da parte degli utenti”, concludono.



