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Rai e montagna: promossa la nuova narrazione. UNCEM: “Ora lo sguardo voli oltre le Olimpiadi”

Dalle proteste per la chiusura di TGR Montagne al plauso per i nuovi format: l’Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani (UNCEM) traccia un bilancio positivo del racconto Rai, chiedendo però uno sforzo corale in vista di Milano-Cortina 2026.

A un anno di distanza dal “decalogo” inviato ai vertici di Viale Mazzini, il clima tra l’UNCEM e la Rai sembra essere decisamente cambiato. Se dodici mesi fa l’associazione dei Comuni montani esprimeva forte preoccupazione per la perdita di spazi informativi dedicati alle “terre alte”, oggi il Presidente Marco Bussone firma una nota di soddisfazione, pur mantenendo alta l’attenzione sulle sfide future.

Il successo dei nuovi format: Linea Bianca e TGR Alta Quota

Il punto di svolta è segnato dalla qualità di due programmi che hanno saputo interpretare la montagna non solo come cartolina turistica, ma come ecosistema vivo:

  • Linea Bianca: Il racconto di Massimiliano Ossini e Lino Zani viene definito come “un ottimo lavoro sui territori”, capace di coniugare bellezza paesaggistica e approfondimento.

  • TGR Alta Quota: Sotto la guida di Roberta Serdoz, il format ha saputo attivare le redazioni regionali, restituendo una voce autentica alle diverse realtà locali.

“Passi avanti ne sono stati fatti,” commenta Marco Bussone. “Siamo soddisfatti della direzione intrapresa. Resta il tema della collocazione nel palinsesto, su cui continueremo a fare le giuste pressioni affinché questi contenuti abbiano la visibilità che meritano.”

La sfida olimpica: oltre la neve c’è di più

Il vero banco di prova, tuttavia, è ormai alle porte. Con l’avvicinarsi delle Olimpiadi di Milano-Cortina, l’UNCEM chiede alla Rai un salto di qualità narrativo. L’obiettivo è evitare che i Giochi restino un evento isolato, trasformandoli invece nell’occasione per raccontare l’intero arco alpino e la dorsale appenninica.

Il “patto decisivo” auspicato da Bussone riguarda l’unione tra aree urbane e zone montane. La narrazione richiesta non deve limitarsi ai risultati sportivi o all’agricoltura, ma deve abbracciare temi complessi e vitali:

  1. Economia di montagna e resilienza dei territori.

  2. Neopopolamento: le storie di chi sceglie di tornare a vivere in quota.

  3. Società: i servizi, le scuole e le infrastrutture che rendono la montagna vivibile tutto l’anno.

Un racconto per unire il Paese

L’appello di UNCEM è chiaro: le Olimpiadi devono essere il motore di un racconto che vada “oltre i Giochi”, capace di mostrare la montagna come una risorsa strategica per l’intera nazione. Una sfida che la TV pubblica, forte dei recenti successi, sembra ora pronta a raccogliere.

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