Belluno, 26 gennaio 2026 – Ci sono giornate che segnano la storia dei territori. E oggi, in qualche modo, è una di quelle giornate. Abbiamo tutti in mente le code chilometriche e i blocchi di traffico sull’Alemagna. Problemi annosi per le comunità locali e per il turismo. Ma da oggi possiamo puntare a fare in modo che quelle code e quei blocchi siano, almeno in parte, un ricordo del passato. Oggi apriamo le prime due varianti, che aspettavamo da tempo. Dovevamo averle pronte per i Mondiali, ma le “battezziamo” oggi con il passaggio della fiamma olimpica.
Ricordo ancora il giorno in cui l’ingegner De La Grenellais mi telefonò per dirmi che erano state finanziate e si sarebbe dato il via alla progettazione delle varianti dell’Alemagna. È stato un lungo iter, condiviso passo passo (e questo è un merito prezioso che va ad Anas), che ha visto anche diversi inevitabili disagi per le comunità locali e per i sindaci che le amministrano, e oggi non possono non ringraziare i miei colleghi Bepi Casagrande, Sindi Manushi, Marianna Hofer e Franco De Bon per la pazienza, la determinazione e l’impegno con cui hanno affrontato i disagi, a fianco delle loro comunità. Non voglio dimenticare anche il lavoro dell’ex Ministro Federico D’Incà e dell’onorevole Roger De Menech che ci hanno accompagnato nei primi passi di questi progetti, al senatore Luca De Carlo che lo ha portato avanti anche nel suo ruolo istituzionale di Sindaco di Calalzo insieme all’instancabile supporto dell’assessore regionale Elisa De Berti. Un ultimo, ma non certo ultimo per importanza, un grazie immenso alla ditta Vianini con tutte le maestranze che hanno sfidato caldo, freddo e pioggia per raggiungere questo importante risultato.
Questa strada, dicevo, è una delle arterie più importanti del nostro territorio, non solo perché porta a Cortina, ma perché serve un territorio ampio e vasto. E le chiusure di quest’estate per frane ci hanno mostrato quanto importante sia un’Alemagna scorrevole, aperta, sicura. È per questo che subito dopo la gioia per l’apertura delle varianti di Tai e Valle, dovremo concentrarci sulle altre due varianti, San Vito, ormai vicina al suo completamento, e Longarone, ormai prossima all’affidamento e alla sua realizzazione. Quando tutte saranno al loro posto, vedremo sicuramente una strada più scorrevole, in cui il traffico pesante non disturba i centri abitati. E approfitto della presenza del Ministro, sempre attento alle nostre esigenze e vicino alle nostre comunità, per un ulteriore passetto: quello della messa in sicurezza di quei tratti dell’Alemagna, andando così a risolvere anche il problema legato alle frane. Lo sa poi quanto a cuore mi sta anche la 203 Agordina .
Con un auspicio: Non si ricordano mai i passi fatti nel cammino, ma le impronte che si lasciano. E queste infrastrutture sono impronte che lasceranno il segno per il nostro territorio.
Roberto Padrin
Presidente della Provincia di Belluno
La presidente di Confindustria Berton: “Ora si proceda con San Vito e Longarone”

Belluno, 26 gennaio 2026 – “Le nuove varianti di Tai e Valle di Cadore rappresentano un primo segnale fondamentale per chi vive, lavora e fa impresa nella nostra montagna. È stata una corsa contro il tempo, ma le aziende e i lavoratori coinvolti hanno saputo fare la differenza. Penso che in questo momento il nostro grazie debba andare soprattutto a loro. Adesso dobbiamo continuare a lavorare, tutti insieme, per ultimare le altre varianti e opere in programma. La nostra Olimpiade, quella per garantire un futuro alle Dolomiti, è appena iniziata”.
Ad affermarlo è Lorraine Berton, presidente di Confindustria Belluno Dolomiti e del Gruppo nazionale Grandi Eventi, Olimpiadi ed Economia della montagna, a margine dell’apertura delle varianti di Tai e Valle di Cadore lungo la strada di Alemagna, in occasione del passaggio della fiamma olimpica.
“Non c’era modo migliore per accogliere i tedofori e la loro fiaccola: lo spirito olimpico, infatti, per alimentarsi ha bisogno di fatti concreti”, rimarca Berton.
“A questa giornata storica ne devono seguire tante altre, perché le nostre terre alte hanno molto da recuperare in termini di opere e infrastrutture. Scontiamo decenni di mancati investimenti e scarsa programmazione, fortunatamente i Mondiali prima e le Olimpiadi ora hanno dato una scossa attesa e necessaria, quella che la nostra Associazione ha invocato, promosso e incentivato nel tempo”, prosegue Berton. “Non è stato un percorso facile, ma alla fine parte dell’obiettivo è stato raggiunto e noi oggi dobbiamo guardare a ciò che di buono è stato fatto, sollecitando le Istituzioni di ogni ordine e grado, Simico e Anas ad andare avanti speditamente anche dopo le Olimpiadi: la “legacy” è importante tanto quanto l’evento olimpico”.
“Adesso lavoriamo per ultimare la variante di San Vito e avviare quella di Longarone, senza dimenticare la viabilità provinciale nel suo complesso: la mobilità intervalliva è la spina dorsale per una montagna a misura di famiglie e imprese. Ora, siamo finalmente sulla strada giusta”, la conclusione di Berton.



