C’era una volta la Valle dell’Abbondanza, un luogo così ricco di sorgenti e pascoli che nessun animale avrebbe mai dovuto conoscere la fame. Tuttavia, al centro della valle scorreva il Fiume d’Oro, le cui acque non dissetavano, ma trasportavano pepite luccicanti che i grandi predatori bramavano più di ogni altra cosa.
A governare la valle erano tre creature feroci, ognuna convinta di avere il diritto assoluto su quel tesoro: il Leone dalle Criniere d’Acciaio, la Tigre dalle Strisce di Fuoco e il Grande Lupo Grigio.
La guerra del terrore
Per anni, i tre non fecero altro che combattersi. Ma non combattevano mai tra loro direttamente. Usavano gli animali più piccoli — le volpi, i cervi e i furetti — convincendoli che la guerra servisse a difendere la loro libertà o il loro onore.
In realtà, ogni volta che un bosco veniva bruciato o una radura insanguinata, i tre Grandi si sedevano a distanza di sicurezza per contare quante pepite potevano raccogliere dalle terre rimaste vuote.
Il patto segreto
Un giorno, stanchi di veder diminuire le proprie ricchezze a causa delle troppe spese per armare i piccoli animali, i tre decisero di incontrarsi sulla Roccia del Silenzio.
“Perché continuare a distruggere ciò che possiamo semplicemente spartirci?” ruggì il Leone, agitando una zampa carica di anelli dorati. “Se continuiamo così, non resterà più nessuno a lavorare per noi.”
La Tigre e il Lupo annuirono. Presero una mappa della valle e, con i loro artigli, tracciarono delle linee profonde nella terra:
Al Leone andò il Nord, ricco di miniere e di grandi mandrie da spremere.
Alla Tigre spettò l’Est, dove le rotte del commercio e il Fiume d’Oro erano più profondi.
Al Lupo fu dato l’Ovest, con le sue foreste fitte dove poteva nascondere i suoi traffici e le sue spie.
La sorte delle prede
E le prede? Le prede non furono nemmeno consultate, perché erano solo dei servi. Furono divise come se fossero monete di scambio. “Tu mi darai cento cervi per il mio ferro,” disse la Tigre al Leone. “E io ti darò il passaggio attraverso le mie terre in cambio di dieci lupi da usare come guardiani,” rispose il Lupo.
La guerra non finì del tutto, ma cambiò forma. I tre Grandi non si attaccavano più, ma alimentavano piccoli incendi qua e là, solo per far salire il prezzo delle “bacche curative” o per convincere gli animali a comprare nuove “difese” dai loro arsenali.
La morale
La valle non conobbe mai più la pace vera, ma solo una lunga tregua d’oro. Gli animali piccoli continuavano a lavorare e a temersi l’un l’altro, convinti che il nemico fosse il vicino di tana, senza accorgersi che i loro fili erano tirati dai tre predatori seduti sulla collina.
Il sangue versato aveva lo stesso identico colore dell’oro che i tre stavano accumulando.
