HomeArte, Cultura, Spettacoli, ScienzaIntervista a Robert Kearns: Il battito di ciglia che sfidò i giganti

Intervista a Robert Kearns: Il battito di ciglia che sfidò i giganti

Robert Kearns (Wikipedia)

Intervista immaginaria all’ingegner Robert Kearns, ambientata nel 1990 poco dopo la storica sentenza contro la Ford. L’uomo che siede davanti a noi è segnato dal tempo e dalle aule di tribunale, ma i suoi occhi brillano di una luce ferma. Quando azionate i tergicristalli della vostra auto pensate un po’ a lui, che perse tutto, moglie, famiglia e anche la ragione, per difendere da solo un principio contro i colossi industriali che l’avevano depredato. (rdn)

Ingegner Kearns, dopo dodici anni di battaglie legali, quattro studi legali cambiati e una vita stravolta, ha finalmente ottenuto la sua vittoria contro la Ford. La domanda che tutti si pongono è: ne è valsa davvero la pena?

Robert Kearns si aggiusta gli occhiali, lo sguardo è stanco ma fiero: “Sì. Se mi avessero dato quei dieci milioni di dollari dodici anni fa in cambio del mio silenzio, oggi sarei un uomo ricco, ma sarei un uomo cancellato. La Ford voleva far credere che la mia idea non valesse nulla, che fosse ovvia. Volevano rubare la storia che avevo scritto e metterci la loro firma. Non potevo permetterlo”.

Lei ha usato una metafora molto potente in tribunale per difendere la sua invenzione, paragonandosi a uno scrittore. Ce la può spiegare?

“Certamente. Gli avvocati della Ford dicevano: “Kearns non ha inventato nulla, ha usato resistenze e condensatori che esistevano già”. Io ho risposto che anche le parole che compongono Il racconto di due città di Dickens esistevano già nel dizionario. Ma è l’ordine in cui Dickens le ha messe a creare un capolavoro. Io ho messo insieme componenti comuni per imitare la natura, per far “battere le ciglia” a una macchina. Quella sequenza, quel ritmo, era mio”.

Tutto è iniziato con un incidente drammatico durante la sua prima notte di nozze. Un tappo di champagne la rese quasi cieco da un occhio. Come ha trasformato quel dolore in innovazione?

“L’occhio umano è perfetto. Quando guidavo sotto la pioggia, i vecchi tergicristalli fissi mi tormentavano. Il mio occhio sinistro, quello danneggiato, faceva fatica a seguire quel ritmo meccanico. Ho pensato: “Perché l’occhio batte le palpebre solo quando serve e il tergicristallo no?”. Ho cercato di dare un po’ di umanità al metallo. La Ford ha visto il genio di questa intuizione, mi ha lusingato, ha preso i miei schemi e poi mi ha sbattuto la porta in faccia”.

Lei ha sacrificato se stesso e la sua famiglia ed è stato anche ricoverato. Non prova rimpianto per aver messo un brevetto davanti a tutto?

Robert Kearns rimane in silenzio per un istante, distogliendo lo sguardo e poi dice: “E’ vero, il prezzo è stato altissimo. Vedere la propria famiglia sgretolarsi è un dolore che nessun risarcimento può curare. Ma vede, non era un’ossessione per il denaro. Se fosse stato per i soldi, avrei accettato il primo accordo stragiudiziale. Era una questione di etica. Un brevetto senza etica è pericoloso. Ho citato l’ingegnere che progettò le camere a gas: la tecnica senza morale è un crimine. Se avessi ceduto, avrei ammesso che una grande azienda ha il diritto di schiacciare un individuo solo perché ha più avvocati”.

Alla fine, ha deciso di rappresentarsi da solo in tribunale, citando persino Dickens davanti ai giudici. Un Davide contro 23 Golia dell’auto. Cosa provava in quelle aule?

“Mi sentivo come se stessi combattendo per ogni inventore che lavora nel proprio seminterrato. Le case automobilistiche pensavano di potermi seppellire sotto una montagna di scartoffie. Ma non si sono rese conto che un uomo che non ha più nulla da perdere è l’avversario più pericoloso. Volevo vederli ammettere il furto. Volevo che il mondo sapesse che quel “battito di ciglia” sulle loro auto era figlio del mio lavoro, non dei loro laboratori”.

Oggi milioni di persone usano il suo sistema ogni volta che piove, azionando il tergicristallo ad intermittenza. Ma pochi conoscono il nome di Robert Kearns. È questo il suo vero trionfo?

“Ogni volta che sento quel clic e vedo le spazzole muoversi dopo una pausa, so di aver vinto. Hanno cercato di cancellarmi, ma ora sono in ogni auto che sfreccia sull’autostrada. Sono diventato un simbolo: un uomo solo può vincere. Mi hanno tolto molto, ma non sono riusciti a togliermi la verità. E la verità, proprio come la pioggia, alla fine viene sempre fuori”.

 

Chi era Robert Kearns

Nascita: 24 marzo 1927 a Gary, Indiana (USA).

Morte: 9 febbraio 2005 a Baltimore, Maryland (USA), a causa di un tumore e delle complicazioni dell’Alzheimer.

Professione: ingegnere e professore universitario presso la Wayne State University di Detroit.

La sua storia

La vita di Kearns cambiò la notte delle nozze (1953), quando un tappo di champagne lo colpì all’occhio sinistro, rendendolo quasi cieco. Questa disabilità lo portò, anni dopo, a notare quanto fossero fastidiosi i tergicristalli a velocità fissa e a ideare un sistema che “battesse le palpebre” come l’occhio umano: il tergicristallo intermittente.

Il furto: Nel 1963 presentò l’invenzione alla Ford. L’azienda, dopo aver visionato i progetti, interruppe i rapporti e lanciò la tecnologia sui propri modelli senza pagargli i diritti.

La battaglia: Kearns dedicò la vita a una crociata legale durata oltre 20 anni contro 23 case automobilistiche (tra cui Ford e Chrysler).

Il costo umano: L’ossessione per il processo gli costò il matrimonio, la salute mentale (subì un grave esaurimento nervoso) e gran parte dei suoi risparmi.

La vittoria: Nonostante le pressioni per patteggiare, rifiutò ogni accordo che non prevedesse l’ammissione di colpa delle aziende. Alla fine ottenne circa 40 milioni di dollari di risarcimento e il riconoscimento ufficiale della sua paternità intellettuale.

La sua storia è raccontata nel film “Flash of Genius”, uscito in Italia nel 2008 con la regia di Marc Abraham.

È un film consigliato non solo agli appassionati di auto o ingegneria, ma a chiunque sia interessato alle storie di resistenza morale. Il titolo “Flash of Genius” (lampo di genio) si riferisce al termine legale utilizzato nei processi sui brevetti per indicare quel momento creativo specifico che rende un’invenzione degna di protezione. Qui il trailer originale: Flash of Genius Official Trailer.